Month: Aprile 2021

Un anno dopo: tra ritorno alla normalità ed effetti sulla salute mentale

Da più di anno il Coronavirus è entrato a far parte della vita quotidiana dei cittadini di tutto il mondo. Gli italiani oramai da mesi convivono con nuovi Dpcm, mappe dei colori delle Regioni, restrizioni e il proseguimento della campagna vaccinale. Ma quali quando torneremo alla normalità? E quali sono gli effetti dell’emergenza sanitaria sulla salute mentale?  Un sondaggio di Ipsos condotto per il World Economic Forum in 30 Paesi, fa emergere che il 59% degli intervistati si aspetta di poter tornare a qualcosa di simile a una vita pre-Covid entro i prossimi 12 mesi. E il 45% afferma che la propria salute mentale ed emotiva è peggiorata dall’inizio della pandemia. 

Quando torneremo alla normalità?

Fra chi si aspetta di tornare alla vita pre-Covid entro i prossimi 12 mesi, il 6% ritiene sia già così, il 9% che non ci vorranno più di tre mesi, il 13% da quattro a sei mesi, e il 32% da sette a 12 mesi. Soltanto una persona su cinque (10%) afferma che per ritornare alla normalità ci vorranno più di tre anni (10%), e l’8% ritiene che ciò non accadrà mai.  Le opinioni su quando aspettarsi un ritorno alla normalità variano però tra i vari Paesi. Ad esempio, più della metà degli intervistati in Francia, Italia, Corea del Sud e Spagna si aspettano che ci vorrà più di un anno. In Italia lo afferma il 53%, mentre il 46% dei cittadini ritiene che il ritorno alla normalità pre-Covid sia auspicabile entro 12 mesi.

Il contenimento della pandemia

Le aspettative relative a quanto tempo sia necessario affinché la pandemia possa essere contenuta sono simili a quelle in merito al ritorno alla normalità. Infatti, il 58% degli intervistati ritiene che la pandemia sarà contenuta entro il prossimo anno. In Italia la percentuale è pari al 57%, mentre per il 43% ci vorrà molto più tempo. In linea generale, questi dati suggeriscono che a livello internazionale le persone considerano il ritorno alla propria vita pre-Covid dipendente dai tempi che occorrono per contenere il virus. 

Salute mentale e stabilità emotiva 

Nei 30 Paesi esaminati, il 45% degli intervistati afferma che la propria salute mentale e la propria stabilità emotiva siano peggiorate dall’inizio della pandemia, e soltanto il 16% ritiene che siano migliorata nel corso dell’ultimo anno. In 11 Paesi, almeno la metà degli intervistati riferisce un peggioramento di salute mentale e stabilità emotiva, con la Turchia (61%), il Cile (56%) e l’Ungheria (56%) che mostrano le percentuali più alte. L’Italia rientra tra i Paesi in cui i cittadini hanno subito maggiormente le conseguenze del Covid da questo punto di vista, con più della metà (54%) che rileva un peggioramento, e solo l’8% un miglioramento. Anche considerando i primi mesi del 2021, gli intervistati sono più propensi ad affermare che la propria salute mentale ed emotiva sia peggiorata (27%) piuttosto che migliorata (23%).