Le malattie dell’informazione, fake news e bufale

Trovare strumenti di credibilità che contrastino la disinformazione, bufale e fake news, è una necessità, a maggior ragione quando si tratta dell’argomento salute. Nel campo della medicina infatti il fenomeno della falsa informazione ha effetti diretti, immediati e negativi. Ma come contrastarlo? Numerosi esponenti del mondo dell’informazione, della scienza e delle istituzioni si sono confrontati sull’evoluzione e le dinamiche del fenomeno in campo scientifico, soprattutto medico. In particolare, ciò è avvenuto a Caserta, in occasione di un convegno organizzato dalla Fondazione Neuromed nel Complesso Monumentale Belvedere di San Leucio.

I pericoli arrivano dal web

Non sorprende che i pericoli maggiori arrivino soprattutto dal web, riferisce Adnkronos. “Oggi i cittadini si rivolgono al web in maniera predominante – osserva Maria Novella Luciani, dirigente del ministero della Salute, direzione generale ricerca e innovazione in sanità -. Il problema è che lo strumento web ci conosce molto meglio di quanto noi conosciamo noi stessi. Conosce i nostri bisogni, le nostre paure, le nostre necessità. Di conseguenza, spesso ci fornisce direttamente le riposte che già ci attendiamo”. Questo, avverte l’esperta, sta diventando molto pericoloso, perché i cittadini non distinguono più i siti istituzionali da quelli che sfruttano l’argomento salute come veicolo di tipo commerciale.

Promuovere una cultura scientifica

Per gli esperti intervenuti al meeting c’è bisogno di promuovere una cultura scientifica innestando il dubbio della certificazione della fonte. Secondo Giovanni de Gaetano, presidente Irccs Neuromed, le fake news “mettono in risalto un problema della società italiana, ovvero quello della dissociazione tra cultura classica e cultura scientifica. Su questo dobbiamo lavorare molto, coinvolgere i ragazzi con programmi nelle scuole. I giovani devono capire che non si può parlare ‘per sentito dire’ o per ideologie o slogan. Ogni affermazione deve essere documentata e basata sull’evidenza”.

Fare argine alla disinformazione

Gli scienziati dovrebbero quindi spiegare al pubblico il loro lavoro di ricerca, e fare da argine alla disinformazione. “La nostra vita è difficilissima – aggiunge la ricercatrice e senatrice Elena Cattaneo – e per arrivare a dei risultati ci vogliono anni di duro lavoro. Questo, forse, ci isola dal resto della società. Non frequentando i luoghi pubblici della discussione, questi vengono popolati da ciarlatani. Gli scienziati dovrebbero essere delle sentinelle a disposizione dei cittadini per aiutarli ad avere informazioni rilevanti in tema di salute. La scienza deve invadere il dibattito pubblico”.

Sensibilizzare i cittadini a non farsi trarre in inganno

Nella lotta alle fake news è importante anche il coinvolgimento dei media, perché il prodotto della ricerca scientifica finisce su pubblicazioni a uso quasi esclusivo degli addetti ai lavori.  Per contrastare questo fenomeno si deve quindi investire in cultura, sensibilizzando i cittadini ad aggiornarsi per non essere tratti in inganno. “Gli operatori dell’informazione devono poter essere in grado di veicolare informazioni veritiere, accertate – sostiene Mario Pietracupa, presidente della Fondazione Neuromed -. Anche perché nel campo della sanità le fake news possono fare davvero male, e mettere a rischio la salute delle persone”.