La PA digitale piace alle imprese, e ne accelera gli investimenti

È un giudizio inaspettato e positivo quello che 552 Pmi hanno espresso sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Senza grandi differenze tra piccoli comuni e grandi centri, più di un’impresa su due (51%) riconosce oggi la digitalizzazione della PA come un fattore facilitante nella relazione, mentre un 42% pensa che l’evoluzione tecnologica sarà un vantaggio futuro.

I plus per l’imprenditore? Semplicità e rapidità delle procedure.

È quanto emerge dall’indagine Market Watch PMI realizzata da Banca Ifis, secondo cui i benefici segnalati dagli imprenditori sono quasi tutti riconducibili a una maggiore semplicità nello svolgimento delle operazioni. Per il 94% delle imprese intervistate il plus è la possibilità di utilizzare la posta elettronica certificata per recapitare gli atti amministrativi, ma hanno un forte peso anche l’impiego del cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate e di quello previdenziale di Inps (93%), la fatturazione elettronica e il rilascio digitale del Durc, entrambi per l’87% degli intervistati. Ultima, la digitalizzazione della giustizia (72%). Oltre alla semplicità di relazione, le imprese dichiarano di apprezzare la maggiore rapidità nelle procedure amministrative (54%), la facilità nell’accesso ai servizi (39%), la semplificazione delle procedure (31%) e l’aumento della sicurezza nella trasmissione e nell’archiviazione dei documenti (26%).

Investimenti tecnologici per arricchire e allineare i processi aziendali

“La digitalizzazione della PA ha portato una forte semplificazione nella gestione dei processi grazie alla dematerializzazione dei documenti – sottolinea Piero Dell’Oca, Cfo e Consigliere di Amministrazione di Tecnofar -. Questo ha facilitato sia il rapporto con la PA sia con i dipendenti”. La digitalizzazione del Pubblico ha spinto poi il 74% delle imprese ad accelerare sul fronte degli investimenti tecnologici per arricchire e allineare i propri processi. E se gli investimenti delle aziende sono stati concentrati su diverse voci, come firma digitale (48%), Spid (41%) e Pec (32%), il 17% ha digitalizzato i pagamenti, il 16% usa il cloud per la gestione documentale, il 16% ha acquisito software per la finanza e la contabilità, e l’11% ha digitalizzato la modulistica.

Il ruolo del commercialista evolve verso quello di facilitatore dei processi

La digitalizzazione dei rapporti tra PA e imprese sembra anche favorire la delega a professionisti e commercialisti, cui si affida già il 95% degli imprenditori per le operazioni con il Pubblico. L’89% degli intervistati riconosce come il rapporto con queste figure professionali sia direttamente influenzato dallo sviluppo dei servizi digitali. Per il 47% delle Pmi la digitalizzazione favorisce una maggiore delega al commercialista/professionista a operare sui canali telematici per conto dell’impresa, e per il 46% il ruolo del professionista evolve verso quello di facilitatore dei processi, poiché supporta l’azienda nell’interpretazione della normativa e delle procedure.