La mobilità post Covid, meno autobus e più auto e bici?

A comprendere le nuove priorità in materia di spostamenti urbani dopo il Covid ci ha pensato Bcg (Boston Consulting Group), con l’indagine How Covid-19 Will Shape Urban Mobility, che ha coinvolto 5.000 abitanti delle principali città negli Stati Uniti, Cina ed Europa occidentale. E a quanto risulta dall’indagine dopo il lockdown gli italiani sono secondi solo ai cinesi per utilizzo della macchina privata come mezzo principale, e terzi (dopo cinesi e statunitensi) per interesse nell’acquisto di un’auto. Tuttavia, nel medio termine il mezzo che vince è la bicicletta. Nei prossimi 12-18 mesi un quarto dei connazionali userà più che in passato le due ruote per spostarsi in città.

Prima fase di emergenza, crolla l’utilizzo di quasi tutti i mezzi di trasporto

Durante il lockdown, riporta Adnkronos, in Europa, Usa e Cina l’utilizzo di quasi tutti i mezzi di trasporto è crollato del 60%. Un po’ come è avvenuto in Italia, le bici private e lo spostamento a piedi sono state le modalità preferite dai cittadini di tutto il mondo, passate dal 21% al 59%. Anche il bike sharing è stato molto usato, soprattutto in Usa e Cina, grazie all’offerta di bici igienizzate e a prezzi più bassi, mentre in Europa ha registrato un calo della domanda. Allo stesso tempo, durante la prima fase della crisi sono crollati i viaggi in auto privata. Negli Stati Uniti i chilometri percorsi dai veicoli sono diminuiti di più del 65%, arrivando in alcuni stati a -80% a inizio aprile.

Post-lockdown, si cerca di non utilizzare i trasporti pubblici

Dopo la riapertura, in quasi tutti i Paesi del mondo le scelte di trasporto hanno subito cambiamenti profondi. Più della metà degli intervistati si dichiara attenta alla distanza sociale e alla pulizia, cercando modalità di viaggio senza contatti con altre persone. Se i cinesi sembrano più disposti a utilizzare i mezzi pubblici, in generale, dopo il lockdown, in tutti i Paesi una quota tra il 40% e il 60% manifesta la volontà di utilizzare i trasporti pubblici molto meno di frequente. Lo stesso vale per le altre modalità di mobilità condivisa, come il ride hailing e il car sharing, usate meno spesso, ma senza registrare cali bruschi come nel caso dei trasporti pubblici.

Prossimo futuro, mobilità privata o ritorno dei mezzi pubblici?

Nei prossimi 12-18 mesi, Bcg prevede due potenziali scenari. Il primo è la conferma della mobilità privata come modalità più usata, il secondo il grande ritorno dei mezzi pubblici, la cui riluttanza a usarli, che riguarda adesso il 50% degli intervistati, si ridurrà di circa la metà. Il secondo scenario sembra il più probabile, ma l’esito dipenderà dalla capacità dei fornitori di servizi di continuare con le misure di sanificazione, e altre misure di sicurezza, che garantiscano la riduzione dei rischi.