Gli italiani riscoprono i giochi a tavolo

Anche, o forse soprattutto a causa dell’emergenza sanitaria che ci ha fatto trascorrere molto più tempo in casa, negli ultimi due anni abbiamo assistito a una decisa ripresa dell’acquisto dei giochi “classici”. Giochi da tavolo, di ruolo, miniature e carte, tutto accomunati dall’essere decisamente reali e per niente virtuali. Insomma, sono ritornati in auge i giochi di una volta: tanto che la Fiera di Modena ospita nel suo quartier fieristico la kermesse Play – Festival del Gioco, con oltre 150 espositori, sessanta associazioni coinvolte, una cinquantina di ospiti tra cui star internazionali del gioco da tavolo, 2.500 tavoli pronti per giocare, 7.000 sedie, migliaia di titoli tra grandi classici, ultime novità e anteprime mondiali, incontri e convegni sul ruolo fondamentale del gioco nella nostra vita, più di 300 eventi in programma con grandi ospiti. Non stupisce pertanto che le vendite dei giochi siano in crescita del 30% negli ultimi due anni, anche per la pandemia ovviamente.

Quanto vale il comparto del gioco

Le stime di settore, riferisce Ansa, parlano di un tasso di crescita composto annuo pari al +13% da qui al 2025 (secondo il Global Board Games Market Report 2021), anno in cui il mercato mondiale raggiungerà i 21,65 miliardi di dollari. Il mercato dei giochi da tavolo nel nostro Paese ha un valore stimato di 100 milioni di euro ed è in continua ascesa con una proposta di 800 nuovi titoli l’anno, sintomo di grande vivacità del comparto.

I perchè di un successo (che fa bene)

Ma c si spiega questo boom dei giochi da tavolo? “I board game offrono uno stimolo in più a incontrarsi di persona, ad aggregarsi, in tempi in cui tutto si fa online; ma soprattutto stimolano la fantasia, la creatività e rilassano la mente, impegnandola: si è così concentrati che la tensione si allenta. Inoltre sono economici, costano intorno ai 30-40 euro, come una cena fuori, solo che non si esauriscono in una serata. C’è poi la competizione e un sano rispetto delle regole: è rarissimo vedere qualcuno barare” – spiega Andrea Ligabue, ludologo, game designer e direttore artistico di Play, che sottolinea anche come il gioco da tavolo aiuti a creare un legame con i più piccoli: “Insegna a rispettare le regole e l’avversario, ma soprattutto consente di giocare con gli adulti ad armi pari. In tanti giochi narrativi o di destrezza, i bambini mettono in crisi più di un genitore garantendo risate e relax”.