Come organizzare cene d’estate post-Covid

Con l’allentamento delle misure restrittive dettate dall’emergenza sanitaria possiamo tornare a ridare spazio alla convivialità, alle cene tra amici, per condividere in compagnia il cibo e un buon bicchiere di vino. Ma anche ora che siamo quasi alla normalità, con i bar e i ristoranti aperti, siamo davvero pronti a ricominciare a frequentare i locali? Nonostante i numeri dei contagi siano in calo, il virus sembra essere ancora in giro e certamente occorre fare molta attenzione. Non a caso, nelle ultime settimane si è parlato spesso di sindrome della capanna, un modo per indicare la difficoltà a uscire di casa dopo l’isolamento forzato. Come godere quindi della convivialità, ma in sicurezza?

Basta rispettare alcune semplici regole. Quelle proposte dalle Cesarine, le cuoche casalinghe della rete di Home Restaurant, che aprono le porte della propria casa ai viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

La bella stagione favorisce la possibilità di allestire una cena all’aperto

Le Cesarine sanno come gestire al meglio e in sicurezza la situazione contingente, perché anche loro hanno ormai riaperto le loro case, balconi e giardini ai tanti appassionati della cucina italiana per cene tra amici, in famiglia o anche per divertenti cooking class di gruppo.

Prima regola, mettere a disposizione degli ospiti all’ingresso della casa gel disinfettante e salviette monouso, e piccoli asciugamani in bagno. E chiedere agli ospiti di disinfettare le scarpe con apposito prodotto all’arrivo in casa.

Dove sia possibile, poi, allestire una cena all’aperto, che sia sul balcone, il terrazzo o il giardino. In soccorso ci viene la bella stagione.

Servire il cibo già impiattato, e il pane già tagliato

La terza regola, o suggerimento delle esperte, è quella di apparecchiare la tavola lasciando un metro tra ogni ospite. Questo, ovviamente, a meno che non si tratti di congiunti.

Quarta regola fondamentale: niente buffet e finger food. Molto meglio servire a tavola il cibo già preparato nel piatto, evitando quindi piatti comuni da cui servirsi utilizzando posate di servizio, che verrebbero toccate da tutti. Anche il pane va servito già tagliato in piattini singoli per ogni commensale. In alternativa si possono servire piccoli panini.

Preoccuparsi anche di ciò che si mangia Un altro consiglio è quello di scegliere una persona incaricata di servire acqua e vino, così che sia sempre la stessa mano a toccare le bottiglie. Se invece ci si dovesse trovare in un ambiente chiuso, evitare di puntare il condizionatore direttamente verso la tavola. Con questi accorgimenti organizzare cene a casa sarà più facile e sicuro. E anche chi non se la sente di frequentare i locali pubblici potrà tornare a mangiare in compagnia. Il nono consiglio? È quello di preoccuparsi anche di ciò che si mangia. Ovvero, scegliere prodotti locali, stagionali, cucinarli con amore e con serietà. Magari mettendo in pratica quelle tante ricette sperimentate durante il lockdown.