Bollette elettriche, cosa cambia: basta conguagli per periodi superiori a due anni

Sono in arrivo, insieme alle annunciate stangate, anche delle parziali buone notizie per i contribuenti italiani alle prese con le bollette – sempre più pesanti – da pagare. Da marzo 2018, infatti, per ciò che concerne le bollette elettriche non potranno più arrivare conguagli relativi a periodi superiori ai due anni. La nuova regola, stabilita dalla legge di Bilancio, riduce decisamente il periodo di riscossione, che prima arrivava a cinque anni. Addio per sempre quindi ai temuti maxiconguagli che lasciavano a bocca aperta e a tasche vuote cittadini e imprese.

Cosa dice l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente

“Nel caso di fatture di energia elettrica con scadenza successiva al primo marzo – rende noto l’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente -, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella fatturazione di conguagli per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente potrà eccepire la prescrizione, passata da 5 a 2 anni, cosiddetta breve e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati”.

Qualche giorno in più

A fare un conteggio preciso, però, i giorni risultano essere qualcuno in più. Il calcolo parte, infatti, dal termine in cui i venditori sono obbligati a chiedere un pagamento ovvero entro 45 giorni dall’ultimo giorno fatturato. “Nel caso di ritardo del venditore nel fatturare i conguagli, pur disponendo tempestivamente dei dati di misura di rettifica, per consumi riferiti a periodi maggiori di due anni – precisa l’Arera – il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e qualora l’Antitrust (Agcm) abbia aperto un procedimento nei confronti di quest’ultimo, e avrà inoltre diritto a ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati qualora il procedimento Agcm si concluda con l’accertamento di una violazione”.

Piccole imprese e famiglie più protette dalle “stangate”

“Famiglie e piccole imprese in questo modo saranno maggiormente protette dal rischio di dover pagare le cosiddette ‘maxibollette’ – sottolineano dall’Arera-, cioè importi di entità molto superiore al consueto, derivanti da rilevanti ritardi dei venditori, ad esempio blocco di fatturazione, rettifiche del dato di misura precedentemente fornito dal distributore e utilizzato per fatturare o perduranti mancate letture del contatore da parte dei distributori, laddove tale assenza non sia riconducibile alla condotta del cliente finale”. In questa direzione, diremo addio ai maxiconguagli anche per le bollette del gas, ma dovremo aspettare un anno, e dell’acqua, fra 24 mesi.