Author: Jessica Morgani

Il dipendente in malattia? Non ha solo diritti, ma anche doveri

Il dipendente in malattia non ha solo diritti, ma anche dei doveri: non soltanto nei confronti del datore di lavoro, ma anche della propria salute. Il periodo coperto dall’indennità di malattia prevede infatti che i dipendenti rispettino determinate “regole”. Quindi, il dipendente non si deve limitare a fare comunicazione della malattia al proprio datore di lavoro, richiedere il certificato al proprio medico di base, e rispettare gli orari di reperibilità previsti per le visite fiscali, ma è anche chiamato a curarsi, e a non svolgere tutte quelle attività che potrebbero peggiorare le proprie condizioni di salute oppure rallentare il percorso di guarigione.

La Corte di Cassazione stabilisce la legittimità di licenziamento se il dipendente in malattia svolge attività che possono ostacolarne la guarigione

La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità del licenziamento qualora il dipendente in malattia svolga attività che possono ostacolare la sua guarigione. Secondo la recente sentenza della Corte di Cassazione numero 6047/2018 il lavoratore in malattia può essere licenziato dal proprio datore di lavoro per giusta causa qualora non venissero rispettate le indicazioni stabilite per Legge.

Il caso arrivato in Cassazione ha visto vincere un’azienda che aveva disposto un licenziamento per giusta causa

Il caso arrivato in Cassazione ha visto vincere un’azienda che aveva disposto un licenziamento per giusta causa di un dipendente in malattia per lombosciatalgia, il dolore alla colonna vertebrale che si irradia fino alla superficie posteriore della coscia per un’infiammazione del nervo sciatico. Insomma, il più comunemente detto “mal di schiena”. Il dipendente in questione, in seguito licenziato dall’azienda, durante il periodo di indennità sembra avere partecipato a un concerto, addirittura suonando sul palco con il suo gruppo musicale. L’azienda è venuta a conoscenza dell’accaduto tramite il profilo Facebook del dipendente stesso e ha provveduto al licenziamento.

Lo svolgimento dell’attività di rischio getta le basi per la giustificazione del licenziamento da parte del datore di lavoro

La risposta della Corte di Cassazione in questo caso è stata chiara: l’azienda è legittimata a procedere con il licenziamento per giusta causa qualora il dipendente svolga attività che con molta probabilità prolunghino il periodo di malattia, come appunto suonare su un palco se si è affetti di lombosciatalgia. Lo svolgimento dell’attività di rischio, aggiunge la Cassazione, porta a presumere l’inesistenza stessa della malattia, gettando quindi le basi per la giustificazione di un licenziamento da parte del datore di lavoro.

Bollette elettriche, cosa cambia: basta conguagli per periodi superiori a due anni

Sono in arrivo, insieme alle annunciate stangate, anche delle parziali buone notizie per i contribuenti italiani alle prese con le bollette – sempre più pesanti – da pagare. Da marzo 2018, infatti, per ciò che concerne le bollette elettriche non potranno più arrivare conguagli relativi a periodi superiori ai due anni. La nuova regola, stabilita dalla legge di Bilancio, riduce decisamente il periodo di riscossione, che prima arrivava a cinque anni. Addio per sempre quindi ai temuti maxiconguagli che lasciavano a bocca aperta e a tasche vuote cittadini e imprese.

Cosa dice l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente

“Nel caso di fatture di energia elettrica con scadenza successiva al primo marzo – rende noto l’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente -, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella fatturazione di conguagli per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente potrà eccepire la prescrizione, passata da 5 a 2 anni, cosiddetta breve e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati”.

Qualche giorno in più

A fare un conteggio preciso, però, i giorni risultano essere qualcuno in più. Il calcolo parte, infatti, dal termine in cui i venditori sono obbligati a chiedere un pagamento ovvero entro 45 giorni dall’ultimo giorno fatturato. “Nel caso di ritardo del venditore nel fatturare i conguagli, pur disponendo tempestivamente dei dati di misura di rettifica, per consumi riferiti a periodi maggiori di due anni – precisa l’Arera – il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e qualora l’Antitrust (Agcm) abbia aperto un procedimento nei confronti di quest’ultimo, e avrà inoltre diritto a ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati qualora il procedimento Agcm si concluda con l’accertamento di una violazione”.

Piccole imprese e famiglie più protette dalle “stangate”

“Famiglie e piccole imprese in questo modo saranno maggiormente protette dal rischio di dover pagare le cosiddette ‘maxibollette’ – sottolineano dall’Arera-, cioè importi di entità molto superiore al consueto, derivanti da rilevanti ritardi dei venditori, ad esempio blocco di fatturazione, rettifiche del dato di misura precedentemente fornito dal distributore e utilizzato per fatturare o perduranti mancate letture del contatore da parte dei distributori, laddove tale assenza non sia riconducibile alla condotta del cliente finale”. In questa direzione, diremo addio ai maxiconguagli anche per le bollette del gas, ma dovremo aspettare un anno, e dell’acqua, fra 24 mesi.

Rapporto Italia 2018, aumentano gli ottimisti e i (piccoli) budget per il divertimento

Qualche segnale positivo c’è, a cominciare dal crescente numero di ottimisti, che affronta il futuro con un pizzico in più di fiducia. E’ questo uno dei dati che emerge da il Rapporto Italia 2018 dell’Eurispes, che da trent’anni dà conto dello stato di ‘salute’ del nostro Paese. A dire la verità, il report fa uno scatto della situazione nazionale a metà fra luci e ombre: il Sistema è “fragile” ma “non debole”, sintetizza il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara: “l’Italia ha molte frecce nel suo arco, enormi potenzialità ma ha grandi difficoltà a trasformare la sua potenza in energia”. Già, perché se da un lato crescono leggermente i consumi per il tempo libero, come andare a cena fuori, dall’altro ci sono sempre 4 italiani su 10 che devono dare fondo ai propri risparmi per arrivare a fine mese.

Pessimisti giù, per fortuna

Il 38,9% degli italiani pensa che la situazione economica negli ultimi 12 mesi sia rimasta stabile: lo affermano le rilevazioni dell’istituto di ricerca. Scende il numero di persone che si dichiara pessimista e percepisce la propria condizione economica in peggioramento (41,5%; -17,6% rispetto al 2017) mentre aumenta la quota degli ottimisti (16,6%; +3,2%). Tuttavia, il 18,7%, dichiara di non riuscire a risparmiare. Fanno fatica, in particolare, le persone che hanno un mutuo (25,4%) o un affitto (38%) sulle spalle.

Piccoli lussi, perché no?

Che ci sia una piccola rimonta in atto lo si evince dalle lieve ripresa dei consumi, e in particolare dei piccoli budget destinati ai momenti di svago e alla cura di se stessi. Nell’ultimo anno, il 43,7% degli italiani ha speso di più per i prodotti alimentari rispetto agli anni precedenti. In merito agli extra e agli svaghi, il 27,8% ha mangiato più spesso fuori casa, il 26,3% ha speso di più per il tempo libero, il 21,1% ha fatto più viaggi e vacanze. E aumentano gli acquisti per se stessi: il 21,8% ha speso di più per vestiario ed accessori e il 16,7% ha speso di più per estetista, parrucchiere, articoli di profumeria.

Meno male che c’è la famiglia

Meno male che c’è la famiglia. Quando si sono presentate difficoltà economiche il 31,6% degli italiani ha chiesto aiuto alla famiglia d’origine, il 12,2% il sostegno di amici e colleghi. Un 8,9% del campione è tornato a vivere dai genitori o dai suoceri. I nonni si confermano un punto di riferimento: sono un sostegno economico della famiglia (per il 72,7%) e danno supporto ai figli mettendo a disposizione il loro tempo per aiutarli a gestire i bambini e gli impegni quotidiani (78,6%).

Poca fiducia nella politica

Nonostante qualche segnale di ritrovato ottimismo, i dati di Eurispes confermano la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica. Anche se in “una interessante complessiva crescita del clima di fiducia nelle Istituzioni” dice il rapporto, solo un italiano su 5 (il 21,5%) esprime fiducia nei confronti del Governo e poco più, il 22,3%, nel Parlamento. Gli sfiduciati sono però il 20% in meno rispetto al 2013. L’inversione di tendenza nel clima di fiducia nelle Istituzioni riguarda soprattutto le Forze di Polizia, le Forze Armate e sui Servizi di Intelligence.

Amazon scommette sui messaggi pubblicitari e sull’aumento dei loro ricavi

Che la pubblicità sia l’anima del commercio deve essere un teorema che ha convinto pure i più alti vertici di Amazon. Il colosso mondiale dei portali di e-commerce, infatti, ha appena annunciato il lancio di Amazon Publisher Services (APS) Trasparent Ad Marketplace nel Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e anche in Italia.

Di cosa si tratta e a chi è rivolto il servizio?

La novità introdotta da Amazon vuole offrire ai “proprietari di contenuti digitali e agli sviluppatori di app una soluzione server-to-server header bidding basata sul cloud, che li aiuta ad aumentare i loro ricavi pubblicitari, migliorando l’esperienza utente con un più veloce caricamento delle pagine. Trasparent Ad Marketplace (TAM) consente una maggiore concorrenza per gli spazi pubblicitari degli inserzionisti con un’asta imparziale in cui tutti gli inserzionisti competono allo stesso livello, l’offerta più alta vince sempre, e gli inserzionisti hanno visibilità su ogni offerta” recita un comunicato diffuso da Amazon. TAM (Trasparent Ad Marketplace) esegue tutte le attività di header bidding da una singola call dalla pagina – l’asta avviene su cloud. “Gli inserzionisti integrano TAM una tantum, dopo di che possono rapidamente attivare ulteriori SSP senza modificare codice o toccare l’ad server. Questo elimina il carico di lavoro e allo stesso  tempo crea maggiori opportunità per le SSPs di competere per gli spazi pubblicitari” precisa la nota.

Trasparenza, semplicità ed esperienza utente le parole d’ordine

“Quando abbiamo iniziato con l’header bidding, diversi anni fa, abbiamo capito rapidamente come il fatto di spostare la ad call su cloud offrisse chiari vantaggi per inserzionisti e utenti, oltre a dare agli inserzionisti piena visibilità su chi sta facendo un’offerta sui loro spazi pubblicitari, chi sta vincendo, e perché” ha spiegato Matt Battles, Vice Presidente, Advertising Technology ad Amazon. “Abbiamo sviluppato Amazon Publisher Services e il nostro Trasparent Ad Marketplace su principi fondamentali di trasparenza, semplicità e una migliore esperienza utente,e questo continua ad essere il nostro obiettivo per l’espansione in Europa”.

Due anni di esperienza negli Usa

Amazon Publisher Services è stato lanciato negli Stati Uniti nel dicembre 2016 come evoluzione dell’integrazione header bidding che Amazon mantiene da più di quattro anni su web, mobile e video. Tra i vantaggi del servizio, Amazon sottolinea anche la trasparenza dei costi: “Amazon Publisher Services non fa pagare agli inserzionisti nessuna percentuale o canone mensile. Le SSP pagano un nominale CPM di $0,01 per ad servito” fa sapere il colosso del web.

Snapchat, tempo di cambiare per risollevarsi. Amici da una parte, notizie dall’altra

Sono stati mesi duri per Snapchat, l’app creata per l’invio di foto e video usa e getta e che ora punta a un totale rinnovamento per contrastare la competizione con competitors “carro armato” come Instagram e gli altri social network. Insomma, per il proprio restyling la app – famosa anche per la possibilità di modificare la propria immagine con faccine di animali, accessori floreali e dotazioni buffe – ha deciso di fare un po’ d’ordine. Tradotto nei fatti, il make up di Snapchat prevede il ritorno in primo piano della parte social, con le storie e i messaggi degli amici, che sarà ben divisa  dalla sezione dedicata ai contenuti di media e creativi.

Snapchat diventa “più personale”

A spiegare meglio il senso del restyling è proprio il numero uno della compagnia, Evan Spiegel, che in un video pubblicato su Youtube ha raccontato i cambiamenti in atto e i loro obiettivi. “Rendiamo Snapchat più personale” dice Spiegel. “Una delle critiche più ricorrenti ai social media è che mettono insieme foto e video dei propri amici insieme a contenuti di editori, creativi e influencer. Ma gli amici non sono ‘contenuti’, sono relazioni”. Quindi, l’applicazione ha deciso di separarli dai media in due sezioni separate.

A destra e a sinistra i diversi tipi di contenuti

Come riporta l’Ansa, ora le chat e le Storie degli amici saranno a sinistra della fotocamera di Snapchat, mentre le Storie di editori, autori e community a destra. Tra le novità la pagina “Amici” dinamica, che mostrerà i contatti in base alle modalità di interazione con gli altri iscritti alla piattaforma: una specie di funzione dei “migliori amici” potenziata. La nuova pagina Discover sarà invece il frutto di un mix di tecnologia e intervento umano: i contenuti saranno approvati da un team di persone in carne e ossa, mentre la loro proposta all’utente sarà personalizzata da un algoritmo. “Le Storie alle quali sei iscritto saranno disposte in alto, seguite da altre Storie che potrebbero interessarti. Con il passare del tempo, Discover sarà completamente personalizzato in base ai tuoi interessi” fanno sapere dall’app del fantasmino giallo.

Servirà per risollevare il business?

Le novità introdotte hanno anche il chiaro obiettivo di riportare in auge la app, che ha incontrato non pochi intoppi dopo lo sbarco alla borsa di Wall Street. Così tante difficoltà che sono arrivati in suo soccorso addirittura investitori asiatici: la cinese Tencent, cui fa capo la piattaforma di messaggi WeChat, è infatti salita al 10% del capitale di Snapchat.

Tutti a tavola con l’insetto: da gennaio mangeremo grilli e cavallette

Grilli, cavallette, larve e millepiedi. Gli insetti – di solito ospiti indesiderati nelle nostro case e nei nostri giardini – dal prossimo 1° gennaio ce li ritroveremo anche sul… piatto. Già, perché come avvisa la Coldiretti, entra in vigore il nuovo regolamento Ue che verrà applicato sui “novel food” e che permetterà di riconoscere gli insetti interi sia come nuovi alimenti sia come prodotti tradizionali da Paesi terzi, aprendo di fatto alla loro produzione e vendita anche in Italia.

Italiani scontenti della novità? Non così tanto

A sorpresa, i nostri connazionali sono sì contrari a questa novità alimentare, ma in percentuali che potrebbero essere ben maggiori. In base a una indagine condotta da Coldiretti-Ixe’, dice “no” senza riserve il 54% degli italiani, perché considera il consumo di insetti estraneo alla cultura alimentare nazionale. Gli indifferenti, e anche questo dato è singolare, sono il 24%, i favorevoli rappresentano il 16% e solo il   6% non è in grado di rispondere.

Insetti interi? Anche no, grazie

A dire la verità, però, i nostri connazionali si sono dimostrati più favorevoli al consumo di prodotti che contengono insetti nel preparato (come ad esempio farina di grilli o pasta con farina di larve) piuttosto che a quello di insetti interi. E’ questo il risultato di una ricerca dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) che ha effettuato dei test di degustazione coinvolgendo dei volontari. No quindi a spiedini di grilli o di cavallette dalla Thailandia, tarantole fritte e millepiedi al forno dalla Cina, sì a farine che contengono insetti resi “invisibili”.

La FAO invita al consumo

A spingere verso il consumo di insetti è da qualche anno la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) forte del fatto che nel mondo già quasi 2.000 specie di insetti sono considerate commestibili e vengono consumate da almeno 2 miliardi di persone.

I possibili rischi a livello sanitario

Di altro parere, invece, il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. “Al di là della normale contrarietà degli italiani verso prodotti lontanissimi dalla nostra cultura alimentare, l’arrivo sulle tavole degli insetti solleva dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico ai quali è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità degli insetti la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra Ue, come la Cina o la Thailandia, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari” ha affermato Moncalvo.

Matcha, il tè verde che fa bene (quasi) a tutto

Probabilmente lo avete già assaggiato in un ristorante orientale, senza sapere di avere a che fare con uno dei prodotti naturali più potenti per contrastare le malattie e per favorire il benessere.  Si tratta del matcha, un tipo di tè verde cinese particolarmente prezioso. Non per niente, viene utilizzato nel rituale della “cerimonia del tè”, una tradizione antica che viene ancora oggi effettuata nelle grandi occasioni. Ma cosa ha di speciale il matcha? E perché dovremmo berlo per state bene?

Una carica di antiossidanti

Rispetto al  normale tè verde, il matcha è un’autentica “bomba” di antiossidanti: ne contiene ben il 130% in più rispetto agli altri tipi di tè. Come si sa, gli antiossidanti sono preziosi elementi per contrastare tutti i fenomeni legati all’invecchiamento cellulare. Ricchissimo di catechina, un antiossidante potentissimo con diverse proprietà terapeutiche, l’assunzione del matcha proteggerebbe anche dall’insorgere di numerose malattie.

Sistema immunitario in forma

Con il suo carico buono di antiossidanti e polifenoli, questa tipologia di tè verde è in grado di dare una mano al nostro sistema immunitario, rendendolo più robusto e capace di tenere alla larga diversi malanni. Ricchissimo di vitamine A, B, C, E e K, e di diversi sali minerali, il matcha è un valido alleato per la salute.

Pancia piatta

Ancora, le foglioline di tè verde – che non per niente viene utilizzato anche come colorante alimentare naturale in diversi cibi – sono un concentrato di clorofilla. Un elemento dalle grandi proprietà detossificanti, diuretiche e drenanti. Quindi, un aiuto per eliminare i liquidi in eccesso e avere un addome piatto.

Dieta più facile

Anche per questo, il matcha è da tenere ben presente quando si inizia una dieta per dimagrire. Assolutamente privo di calorie se bevuto al naturale, dà una “spinta” al metabolismo e attenua il senso di fame.

Un aiuto alla memoria

Come dicevamo, il tè verde è un concentrato anche di sali minerali, come il fosforo, che consentono di allenare la memoria. Ma non solo: il matcha è composto pure da teanina, un aminoacido in grado di contrastare lo stress, sia fisico sia mentale. Quindi, con una tazza di tè verde si può guadagnare in capacità di concentrazione.

Cervello acceso

L’unica accortezza, specie se c’è il dubbio di soffrire di malattie cardio vascolari, è che il tè verde – come in generale tutti i tipi di tè – contiene caffeina. Che serve sì a rimanere lucidi, svegli e attenti, ma in quantità eccessive potrebbe provocare aritmie o insonnia.

Ecco perché Milano si candida ad accogliere l’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco

Potrebbe essere Milano la metropoli che ospiterà la base dell’EMA,l’Agenzia Europea del Farmaco. Le motivazioni di questa candidatura, che premia la città della Madonnina, sono ben spiegate dal Prof. Silvio Garattini, noto scienziato e direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano: “Con uno dei migliori ambienti di ricerca e business in Europa, ottimi collegamenti con l’Europa e il mondo, uno stile di vita vivace e internazionalmente apprezzato, nonché ottime condizioni per un trasferimento facile ed efficace, Milano è pronta ad ospitare l’EMA”.

I motivi identificati per la scelta di Milano quale sede per garantire la continuità delle attività dell’EMA durante la fase di transizione post-Brexit sono ben sette, e testimoniano la capacità attrattiva e organizzativa del capoluogo lombardo.

Trasferimento facile

L’EMA sarà ospitata  presso il “Pirelli Building”, edificio di proprietà dello Stato. Durante la fase di trasferimento, il personale dell’EMA sarà assistito da un centro di supporto dedicato e di nuova istituzione. Inoltre, gli oltre 250 voli aerei a settimana con Londra rendono agevoli i viaggi del personale pendolare.

Tre aeroporti, ferrovie e strade per l’Europa

Tre grandi aeroporti servono Milano (Malpensa, Linate e Bergamo) con 1.300 collegamenti settimanali verso 27 capitali e metropoli europee. Per non parlare dell’ottima rete ferroviaria e autostradale.

Ricettività che non teme confronti

Milano ha una capacità ricettiva di circa 100.000 posti letto e e 17.400 ristoranti e bar: un’offerta ampliata e ulteriormente qualificata in occasione di Expo2015.

Innovazione e internazionalizzazione

Il personale che arriverà a Milano troverà a disposizione una rete completa di scuole internazionali, diciotto università e accademie d’arte e un’ampia rete di istituti di ricerca pubblici e privati. Inoltre, l’Italia vanta la seconda più grande industria farmaceutica in Europa in termini di volumi di produzione, il 60% dei quali si trovano nell’area metropolitana di Milano.

Connessioni con l’Unione Europea

Il Centro Comune di Ricerca (Joint Research Centre – JRC), la Direzione Generale della scienza e della conoscenza della Commissione europea, si trova a Ispra, a soli 50 chilometri a nord di Milano. A Parma c’è la sede dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Ci sarebbero quindi tre organismi scientifici e di ricerca dell’UE a 200 km l’uno dall’altro.

Italian style

Milano vanta una qualità della vita altissima, dall’efficienza del sistema sanitario nazionale fino alla qualità della cucina e all’ottima rete di trasporti pubblici, car e bike sharing compresi.

Capitale del business

Milano è leader nei servizi finanziari e bancari, di ingegneria, comunicazione, produzione manifatturiera, energia e ricerca di base e applicata, oltre che la capitale del design e della moda. Circa 3.600 multinazionali hanno scelto il capoluogo lombardo come base in Italia.

 

Stampa su Forex | Vantaggi e Caratteristiche

Hai mai sentito parlare della stampa su forex? Se non sai di cosa si tratta potresti trovar interessante saperne di più, in quanto questa è in grado di valorizzare la tua attività commerciale ed i prodotti che proponi al pubblico. Il forex è un prodotto che una struttura in PVC, ed è impiegato per la realizzazione di vari prodotti grafici mediante la stampa diretta. Il PVC infatti si presta bene a questo tipo di utilizzo data la sua flessibilità e leggerezza, che lo rendono inoltre adattabile a diversi tipi di impiego, inclusi quelli in cui è richiesta una resistenza meccanica. L’alta adesione degli inchiostri garantisce stampe di ottima qualità ad un prezzo decisamente accessibile.

E’ possibile realizzare stampe di qualsiasi tipo e dimensione, data anche la grande facilità di lavorazione. La stampa su forex è particolarmente indicata per la realizzazione di insegne, cartellonistica, scenografia teatrale, allestimenti punti vendita e tanti altri prodotti in grado di distinguere la tua attività dalla concorrenza. Il prodotto finito esalterà i prodotti pubblicizzati e catturerà gli sguardi dei potenziali acquirenti in virtù dell’ottima resa cromatica e qualità di stampa, e sarà al tempo stesso resistente agli agenti esterni grazie alla laminazione UV.

Litoseritarga si occupa di serigrafia industriale ed è un’azienda con grande esperienza nel settore, e fa della stampa su forex uno dei prodotti più importanti della sua produzione. In base alle tue indicazioni, Litoseritarga realizzerà il prodotto di cui hai bisogno per la tua campagna pubblicitaria o valorizzare il tuo punto vendita ed i prodotti che offri. Dalla fase di progetto a quella di stampa e realizzazione, ogni passaggio della fase produttiva sarà seguito con molta attenzione e cura dei particolari, per restituirti un prodotto impeccabile in ogni suo dettaglio. Gli uffici di Litoseritarga si trovano in Via dei Giovi 26, 20021 Baranzate (MI), ed il contatto telefonico è il numero 0238203433.

Business to business, al lido scatta l’ora del gonfiabile

C’è spazio per i giochi gonfiabili nei lidi balneari italiani. Sono molte le ragioni per prevedere un incremento di questo servizio dedicato ai più piccoli negli stabilimenti balneari della fascia costiera italiana, ma anche nelle strutture ricettive montate nelle zone fluviali e nei laghi. Il comparto dei lidi balneari è cresciuto in Italia in modo tumultuoso negli ultimi anni. Secondo dati Doxa, si è passati da poco più di 5.000 lidi nel 2001, a ben 12.000 stabilimenti balneari nel 2015.

Numerosi sono i servizi offerti oggi in queste strutture. Dentro ci si trovano piccoli bar e tavole calde più attrezzate, fino a veri e propri servizi ristorante. Le cabine sono una delle comodità più apprezzate, insieme ai servizi da spiaggia (lettini e ombrelloni), mentre nel 2012 sono state censiti da uno studio della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e Piccola e Media Impresa anche 123 stabilimenti con piscina. Dati dello stesso ente indicano che  mediamente, uno stabilimento dotato di bar, servizio di ristorazione e servizi da spiaggia ottiene il 22% dei ricavi da lettini e ombrelloni, il 22% dei ricavi dal bar, il 9% dall’affitto di cabine e il 50% dal servizio di ristorazione. Dato che gli stabilimenti balneari hanno anche un loro impatto ambientale, calcolato in 1.050 chilometri di costa occupata, la percentuale dei ricavi proveniente da cabine e servizi da spiaggia può essere migliorato in qualità e valore. E i gonfiabili possono rappresentare una strada essere diversa, giocosa e gentile d’intrattenimento del pubblico giovane e valorizzazione dei lidi.

Le aziende più evolute nel settore giochi & gonfiabili, offrono un accurato servizio di progettazione, leasing finanziario, vendita o noleggio nell’ambito business to business. La gamma prodotti può essere davvero articolata, tra scivoli gonfiabili, calcio saponato, isole galleggianti, percorsi fantasy, galeoni dei pirati, mega piovre, mega delfini, solo per citarne un esiguo numero. Questo vuol dire che la scelta non manca anche in termini di arredo, con una costante consulenza nella realizzazione di aree gioco, parco giochi o un vero e propri mini parchi acquatici.

I vantaggi che un gonfiabile può apportare a un’attività balneare sono evidenti. Con i suoi colori accesi e attrattivi è un colpo d’occhio che certamente aumenta il buon umore e la voglia di stare in spiaggia; di fatto è in grado di valorizzare zone dello stabilimento poco sfruttate; è, poi, un servizio che targettizza automaticamente la clientela, incoraggiando il turismo familiare e delle giovani coppie (sono loro che di solito portano i bambini al mare). Prestare attenzione ai divertimenti dei più piccoli, in altre parole, consente di ricevere più ospiti con un reddito elevato, forse più esigente in termini di qualità ma anche più disciplinato e facile da gestire.