Mese: Marzo 2022

Gli italiani riscoprono i giochi a tavolo

Anche, o forse soprattutto a causa dell’emergenza sanitaria che ci ha fatto trascorrere molto più tempo in casa, negli ultimi due anni abbiamo assistito a una decisa ripresa dell’acquisto dei giochi “classici”. Giochi da tavolo, di ruolo, miniature e carte, tutto accomunati dall’essere decisamente reali e per niente virtuali. Insomma, sono ritornati in auge i giochi di una volta: tanto che la Fiera di Modena ospita nel suo quartier fieristico la kermesse Play – Festival del Gioco, con oltre 150 espositori, sessanta associazioni coinvolte, una cinquantina di ospiti tra cui star internazionali del gioco da tavolo, 2.500 tavoli pronti per giocare, 7.000 sedie, migliaia di titoli tra grandi classici, ultime novità e anteprime mondiali, incontri e convegni sul ruolo fondamentale del gioco nella nostra vita, più di 300 eventi in programma con grandi ospiti. Non stupisce pertanto che le vendite dei giochi siano in crescita del 30% negli ultimi due anni, anche per la pandemia ovviamente.

Quanto vale il comparto del gioco

Le stime di settore, riferisce Ansa, parlano di un tasso di crescita composto annuo pari al +13% da qui al 2025 (secondo il Global Board Games Market Report 2021), anno in cui il mercato mondiale raggiungerà i 21,65 miliardi di dollari. Il mercato dei giochi da tavolo nel nostro Paese ha un valore stimato di 100 milioni di euro ed è in continua ascesa con una proposta di 800 nuovi titoli l’anno, sintomo di grande vivacità del comparto.

I perchè di un successo (che fa bene)

Ma c si spiega questo boom dei giochi da tavolo? “I board game offrono uno stimolo in più a incontrarsi di persona, ad aggregarsi, in tempi in cui tutto si fa online; ma soprattutto stimolano la fantasia, la creatività e rilassano la mente, impegnandola: si è così concentrati che la tensione si allenta. Inoltre sono economici, costano intorno ai 30-40 euro, come una cena fuori, solo che non si esauriscono in una serata. C’è poi la competizione e un sano rispetto delle regole: è rarissimo vedere qualcuno barare” – spiega Andrea Ligabue, ludologo, game designer e direttore artistico di Play, che sottolinea anche come il gioco da tavolo aiuti a creare un legame con i più piccoli: “Insegna a rispettare le regole e l’avversario, ma soprattutto consente di giocare con gli adulti ad armi pari. In tanti giochi narrativi o di destrezza, i bambini mettono in crisi più di un genitore garantendo risate e relax”.

Per gli italiani il cibo è emozione e sensazioni 

Mangiare non è solo soddisfare l’appetito, ma rappresenta una vera e propria esperienza multisensoriale, che non abbraccia solo il gusto, ma tutti e cinque i sensi, perché il cibo è vita, conforto e speranza. Ma quali sono i cibi che danno più emozioni e sensazioni? Alla domanda risponde la ricerca su cibo, emozioni e sensazioni condotta in Italia da Uber Eats. Innanzitutto, per il 56% degli intervistati il cibo conta ‘molto’, ed è quindi un elemento fondamentale che fa la differenza, sollecitando le sensazioni più disparate nel nostro umore e nei nostri palati. Ma quale significato viene attribuito all’atto del ‘mangiare’? Per il 71% degli intervistati non il semplice appetito, ma il fatto di consumare cibi nutrienti e al tempo stesso gustosi.

Cioccolata, pizza e tiramisù i cibi della felicità

Mentre si assapora un cibo ‘che piace’ la sensazione dominante è la felicità (71%), seguita da piacere (64%) e serenità (61%).Quanto alla tipologia di cibo più associato alla felicità, vince la cioccolata, sul podio con pizza e tiramisù. Alla domanda ‘quali sensazioni può trasmettere l’odore di una pietanza’, la risposta che ha segnato più preferenze (61%) è ‘i ricordi felici legati al passato’, seguita da ‘la nostalgia dell’infanzia’ (56%) e ‘luoghi e persone legate a quel piatto’ (52%).
Meno importanza viene attribuita al senso del tatto, che il 36% degli intervistati considera poco importante. Ovviamente la parte del corpo più coinvolta nell’esperienza tattile legata la cibo è il palato (29%), seguito da labbra (25%) e mani (24%).

Anche l’occhio vuole la sua parte

Il 31% degli intervistati considera il fattore estetico un elemento molto importante quando si tratta di alimenti, mentre per il 9% ‘non conta nulla’. Un piatto di colore caldo suscita energia (54%), calore (47%) e sicurezza (39%), sensazioni che evocano i primi giorni di vita.  Quanto alle pietanze di colore freddo ispirano tranquillità (54%), appagamento (47%) e contentezza (33%). Il cibo dolce poi consente di esprimere gioia (61%), dolcezza (55%) e consolazione (51%), mentre il cibo salato è associato a felicità (62%), senso di rigenerazione (55%) e relax (49%).
Una categoria a parte è il cibo croccante, che mentre viene consumato genera un senso di ricarica (59%), piacere (53%) e soddisfazione (46%).

Un pranzo gustoso ordinato a casa

In Italia è il pranzo il pasto più importante della giornata (35%), e il luogo preferito in cui consumare il cibo è ‘casa propria’ (34%), seguita da casa di amici o parenti (24%), locali o ristoranti (27%) e all’aperto (15%). Sebbene valori nutrizionali (54%) o prezzo (49%) siano elementi importanti al momento della scelta di un alimento, il fattore che più di altri spinge a prendere una decisione è il gusto (63%). Un’altra condizione che implica aspetti emotivi è la modalità con cui si preferisce consumare il cibo. Il 41% degli intervistati preferisce consumare il pasto ordinando da casa, mentre il 25% preferisce mangiare fuori e il 22% opta per mettersi ai fornelli.

Tutto sulla Gen Z

La generazione Z, i nati tra il 1996 e il 2010 si avvicina ai 20 anni e mostra alcune caratteristiche proprie. Non sono più ragazzini e si interessano a musica (61%), cibo (53%), cinema/film (51%), cucina (50%), tecnologia (49%), viaggi (48%), gaming (47%), cibo e bevande salutari (44%), sport (41%) e scienza (41%). E tra loro dilaga l’abitudine di guardare anime e K-pop in lingua originale o inglese, anche in Italia. L’istantanea della Gen Z di tutto il mondo, anticipata da Ansa Lifestyle, l’ha scattata l’inglese GWI con un report basato su un campione di circa 205.000 persone di 47 paesi.

Amore romantico e sostenibilità

Dichiarano di avere la mente aperta (57%), voler esplorare il mondo (55%), conoscere nuove culture (49%), sapere cosa succede nel mondo (46%) ed essere i primi a provare cose nuove (39%). Ma l’amore è un capitolo in evoluzione: il dating online perde appeal e la Gen Z sta riscrivendo le regole degli incontri online. Smistano piattaforme e siti di incontri puntando a una maggiore conoscenza e romanticismo.  E l’ambiente è la loro grande sfida: il 45% di loro era più ottimista durante i lockdown e da allora sono sempre più preoccupati. Sono anche la Generazione della sostenibilità, hanno una coscienza ecologica e vogliono fare shopping più rispettoso dell’ambiente.

Meno alcol, ma salute mentale in calo

Rispetto a ogni altra generazione la Gen Z beve meno alcol: negli States al 31% dei ventunenni non piace ubriacarsi e al 38% non piace il sapore dell’alcol. Ma solo un ragazzo su tre parla delle sue difficoltà psicologiche in famiglia, e i problemi di salute mentale continuano a crescere di anno in anno (+30% tra il 2018 e il 2021). Per loro comunque è tempo di TikTok. Fuori dalla Cina l’amore per l’App ByteDance (di proprietà di TikTok) è salito del 47 % nel 2020 e ancora sta crescendo. Instagram si usa di più per condividere foto e video e trovare informazioni su prodotti e brand. La Generazione Z è la prima inoltre a guardare più TV online: nel primo trimestre 2021 spende in media un’ora e mezza al giorno a guardare trasmissioni in streaming.

Musica hip hop dal mondo e fiuto per gli affari
Mentre le altre generazioni ascoltano musica che corrisponde al decennio in cui sono cresciute, la Gen Z ha rotto anche questa regola. L’hip-hop è il suo genere preferito, e le sue scelte si modellano sui gusti dei coetanei. Dallo scambio culturale, in Europa e USA è esploso l’amore per il K-pop coreano. Quasi 4 ragazzi della Gen Z su 10 però lavorano e si descrivono ambiziosi (40%), avventurosi (42%) e sicuri di sé (47%). Avere successo o essere finanziariamente sicuri sono in cima alla lista dei loro valori e l’elenco dei 30 under 30 più ricchi di Forbes si è infoltito. Inoltre, chi tra loro investe aumenta. Attratti principalmente da fondi, azioni e criptovalute, dal quarto trimestre 2020 il numero di chi possiede risparmi/investimenti è aumentato del 27%.