Mese: Gennaio 2022

Come sarà e quanto varrà l’IoT nel 2030?

L’IoT, l’Internet delle cose, entro il 2030 potrebbe generare tra i 5500 e i 12.600 miliardi di dollari a livello globale. Secondo lo studio di McKinsey ‘The Internet of Things: Catching up to an accelerating opportunity’, l’IoT sarà sempre più presente nella nostra vita, soprattutto nelle nostre case, negli uffici, e nell’ambito della salute. 
Quanto allo sviluppo di fabbriche intelligenti, smart city e veicoli autonomi, permane una certa cautela. Nonostante le stime al ribasso, l’applicazione dell’IoT nelle fabbriche resta però la più promettente in termini economici, e vale 1.400-3.300 mila miliardi di dollari, circa un quarto del totale. E permetterebbe di trovare quello che McKinsey chiama ‘il sacro Graal dei tecnici’: la manutenzione predittiva.

Produrre di più con meno risorse, ridurre gli sprechi e monitorare la salute 

Se l’agricoltura di precisione permetterebbe di produrre di più con meno risorse, aumentando la resa del 15-20%, la seconda applicazione dell’IoT per valore generato (550-1.760 miliardi) è la sanità. Nel 2030 il monitoraggio e il trattamento delle malattie potrebbe arrivare a valere il doppio rispetto alle applicazioni legate al benessere. I pazienti potranno utilizzare apparecchiature che rilevano e comunicano dati ai medici, lanciando allarmi in caso di anomalie.
L’impatto economico dell’IoT sulle città potrebbe invece essere di 1000-1700 miliardi di dollari. Dal monitoraggio della qualità dell’aria alla riduzione degli sprechi, dalla sicurezza all’energia, la fetta più consistente dell’IoT in città sarebbe però generata dalla ‘gestione del traffico centralizzata e adattiva’. 

L’IoT cambierà il modo di comprare e di trascorrere il tempo

L’IoT cambierà anche il modo di comprare. Già nei prossimi due anni più della metà delle catene di vendita al dettaglio potrebbe avere casse automatiche, con una copertura fino al 90% nel 2030.
McKinsey prevede però che ‘la chiave della futura esperienza’ sarà legata alla personalizzazione: offerte su misura in tempo reale, sconti, e consigli dedicati. Con telecamere e reti neurali poi ognuno potrebbe fornire informazioni sui suoi gusti. Tecnologie come questa potrebbero aumentare la spesa in negozio del 20-30%.
L’Iot in casa, invece, se dal punto di vista economico ha ricadute potenziali contenute (400-800 miliardi di dollari, il 7-8% del totale), ha un impatto enorme su come le persone trascorrono tempo e spendono denaro. Verrà utilizzato per automatizzare le faccende domestiche, per l’intrattenimento e il risparmio energetico.

L’ufficio connesso e il cantiere più efficiente

Un ufficio in cui tutto è connesso renderebbe più efficiente la gestione degli spazi: le informazioni raccolte su movimenti e attività dei dipendenti permetterebbero di progettare meglio la configurazione degli spazi, e la realtà aumentata migliorerebbe la condivisione, anche da remoto.
Gli stessi principi, applicati sui cantieri, potrebbero aumentare la produttività del 5-10% e ridurre il costo delle materie prime del 5-9%.
Come dimostra McKinsey, riporta Agi, sono molti i fattori che potrebbero accelerare o frenare lo sviluppo dell’Iot. Quelli che il report chiama ‘abilitatori’ (il valore percepito, la tecnologia e la connettività) e le ‘barriere’: le imprese si concentrano troppo poco su progetti di trasformazione. E poi ci sono cybersecurity e privacy, senza le quali l’Iot si trasforma da opportunità in rischio.

Riflessioni sull’inquinamento dell’acqua potabile

Quello dell’inquinamento dell’acqua è un problema che riguarda tantissime famiglie italiane. Non sempre infatti, l’acqua cui si ha accesso dal rubinetto di casa è perfettamente salubre e sicura.

Per questo motivo tante persone preferiscono comunque acquistare l’acqua minerale al supermercato sebbene questa abbia un costo al litro decisamente superiore.

L’alternativa invece, è quella di utilizzare ugualmente l’acqua del rubinetto di casa, con il dubbio però che questa possa in qualche modo influire negativamente sulla salute.

In altri casi invece, il problema è soltanto relativo al cattivo sapore dell’acqua, ed in particolar modo il più delle volte la causa è un forte sapore di cloro. Il cloro ha infatti un potente effetto disinfettante e viene per questo adoperato dalle società che gestiscono l’acqua pubblica (il cosiddetto acquedotto) al fine di renderla perfettamente potabile.

Si tratta di un fenomeno che, a detta degli esperti, è strettamente legato all’eccessiva urbanizzazione e allo sversamento nell’ambiente di pesticidi e altre sostanze inquinanti, che raggiungono fiumi e falde acquifere. Il risultato è che l’acqua che arriva al rubinetto di casa non sempre è perfettamente sicura e potabile.

Le cause dell’inquinamento dell’acqua

Vi sono delle cause che si celano dietro l’inquinamento che possiamo riscontrare nell’acqua cui abbiamo accesso dal rubinetto di casa. Tra queste:

  • Gli elementi inquinanti che vengono sversati e liberati nell’ambiente, inclusa la plastica.
  • Sostanze che vengono eliminate direttamente tramite lo scarico dei lavandini o WC come solventi e detergenti.
  • Rifiuti organici di vario tipo che non vengono smaltiti correttamente.

Queste cose vengono principalmente riscontrate dietro una cattiva qualità dell’acqua per quel che riguarda quella che giunge fino al rubinetto di casa. Si tratta di problemi noti, e molto in questo senso è stato fatto nel tempo per sensibilizzare gli utenti a smaltire correttamente ogni tipo di rifiuto, inclusi quelli liquidi. Nonostante questo, il fenomeno dell’inquinamento idrico è tutt’ora presente nei grandi centri urbani così come nei piccoli.

Differenti problematiche in base alla fonte di approvvigionamento

Non sempre comunque i problemi della qualità dell’acqua da bere sono dovuti agli stessi motivi. Molto dipende infatti da quella che è la fonte di approvvigionamento. Se l’acqua proviene ad esempio da un pozzo, così come solitamente avviene nelle zone rurali o di campagna, il problema è che l’acqua presenta pestidici e residui di sostanze adoperate in agricoltura.

In città invece, solitamente l’inquinamento dell’acqua è legato alla presenza di metalli pesanti nella stessa o di altri elementi che vengono rilasciati dalle tubature obsolete e ossidate, soprattutto per quel che riguarda il tratto finale che giunge a casa.

Ciascuna di queste problematiche può essere risolta adoperando uno specifico depuratore. Ne esistono per questo vari tipi e modelli, in base alla soluzione prescelta cambiano anche i prezzi, un aiuto può venire da questo portale dedicato ai prezzi dei depuratore acqua domestici.

Una necessità anche economica ed ambientale

Filtrare e depurare l’acqua che arriva dal rubinetto di casa ha più di un vantaggio anche dal punto di vista economico. L’acqua del rubinetto infatti, costa circa 50 volte meno rispetto quella che acquistiamo al supermercato in bottiglia.

Il risparmio medio per una famiglia composta da quattro persone è stimato in circa 500€ ogni anno, non poco. Consideriamo inoltre che andando a bere direttamente l’acqua del rubinetto andremmo di conseguenza a ridurre la produzione di plastica per il suo confezionamento.

Tutto questo incide non poco anche sul lavoro delle varie amministrazioni locali, le quali avrebbero meno rifiuti da dover smaltire o riciclare, con un conseguente miglioramento dell’efficienza della macchina comunale e dunque miglior livello dei servizi offerti ai cittadini.

Ciò si traduce anche in un minor rilascio di plastica nell’ambiente e dunque contribuisce ad un pianeta più pulito e sano, un traguardo al quale tutti dobbiamo ambire.