Month: gennaio 2019

Italia tra gli ultimi per capacità di spesa fondi Ue in Ict e ricerca

L’Italia è sul fondo della classifica dei Paesi europei per la capacità di spesa dei fondi in Ict e ricerca e innovazione. I fondi disponibili a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr 2014-2020) per favorire l’innovazione nel nostro Paese sono 8,3 miliardi di euro, 6 miliardi per la ricerca e l’innovazione, e 2,3 miliardi per lo sviluppo dell’Ict. Un valore molto alto di risorse disponibili, il terzo dopo Polonia e Spagna. Ma, dopo quasi cinque anni dall’avvio dell’Agenda Digitale italiana, ne sono stati spesi solo 828 milioni, pari al 12,3% del totale, collocando l’Italia al quartultimo posto in classifica.

“L’attuazione del piano Agenda Digitale stenta a decollare”.

È quanto emerge da un’analisi condotta dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, secondo la quale “nonostante le grandi ambizioni del piano nazionale Agenda Digitale, finalizzato a rendere più competitive le aziende italiane e le infrastrutture tecnologiche, l’attuazione del programma stenta a decollare”.

A livello regionale Puglia, Campania e Sicilia sono le regioni che hanno programmato investimenti più ingenti, superiori ai 600 milioni ognuna. Ma se la Puglia ha rendicontato il 12% delle spese effettuate (in linea con la media nazionale), la Sicilia a settembre 2018 non ha rendicontato alcuna spesa, e la Campania solo 5 milioni di euro (pari all’1%) della programmazione approvata, riferisce Adnkronos.

Gli occupati nella produzione di beni altamente tecnologici sono lo 0,9%…

La scarsa capacità di spesa delle ingenti risorse europee mostra i suoi effetti anche sull’occupazione nei settori ad alta innovazione tecnologica. Dal report emerge come in Italia in questi ambiti sono occupate 775 mila persone e la crescita, dal 2008 a oggi, è stata di sole 11mila unità (+1,5%). E se nell’area euro sono 5,7 milioni le persone occupate in tali settori, con una crescita di 362mila unità dal 2008 (+6,7%) nel nostro Paese la quota di occupati nella produzione di beni altamente tecnologici è dello 0,9% (la media europea è pari all’1,1%).

 …e quelli nei servizi ad alta intensità di conoscenza il 2,5%

Rispetto ai servizi ad alta tecnologia e alta intensità di conoscenza nell’occupazione l’Italia si attesta al 2,5%, un livello inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto alla media dell’Eurozona. Nel 2017, inoltre, il 39,8% degli occupati in settori ad alta intensità tecnologica ha conseguito la laurea, rispetto a una media nazionale di occupati laureati pari al 22%.

Tuttavia, le donne sono solo il 31,4%, oltre 10 punti percentuali in meno della quota di donne occupate in tutti i settori (42%). La media italiana del 3,4% è trainata da Liguria (4%), Lombardia (4,7%) e Lazio (6,1%), mentre gran parte delle regioni ha una quota di occupati in settori ad alta intensità tecnologica al di sotto del 2,5%.