Over Motel | Benessere in Brianza

Se hai bisogno di un motel Brianza che si trovi in posizione strategica e che dunque consenta di raggiungere facilmente città quali Milano, Bergamo, Monza e Lecco, l’Over Motel è l’hotel di Vimercate che fa al caso tuo. Questa importante struttura ricettiva  4 stelle infatti, è situata in posizione ideale allo scopo, e consente per questo di raggiungere in pochi minuti d’auto le suddette città, offrendo ai propri clienti tutta la libertà di poter soggiornare all’interno di un ambiente estremamente curato e nel quale la privacy è una questione prioritaria.

Qui infatti, è possibile usufruire di tantissimi servizi dedicati al benessere della persona e della coppia in genere, trattamenti che vanno dall’ hammam alla doccia idromassaggio, dalle vasche idromassaggio al solarium, disponibili direttamente all’interno delle camere in base alla tipologia di soluzione prescelta e dunque da poter vivere intensamente, senza dover condividere con altri questi momenti.

Il personale dell’Over Motel conosce bene l’esigenza del cliente di vedere rispettata la propria privacy, e per questo fa sì che il cliente una volta prenotata la propria camera posso fare direttamente accesso alla stessa parcheggiando l’auto all’interno del box privato che è esattamente adiacente alla camera persone per prenotata. Grazie all’apposita tenda motorizzata è inoltre possibile fare in modo da precludere la visuale dall’esterno e dunque avere una privacy ancora maggiore.

In base alla tipologia di camera prescelta variano dunque i servizi che è possibile trovare al suo interno, ed a prescindere dalla camera prescelta siamo sicuri che il tuo prossimo soggiorno all’Over Motel sarà all’insegna del benessere e del relax, grazie alla grande cura con la quale tutte le camere sono state allestite e grazie ai tantissimi comfort che la struttura mette a tua disposizione, tra i quali ricordiamo la TV digitale, l’aria condizionata, la cassaforte, la biancheria, il wi-fi gratuito ed il set da bagno.

Appartamenti di lusso a Vimercate

La struttura alberghiera Residence Privilege Apartments di Vimercate è quanto di più accogliente ed elegante possa desiderare chi ha necessità di soggiornare in una zona immersa nel verde dalla quale è semplice raggiungere Monza, Milano o Bergamo. Le camere dispongono infatti di ogni tipo di comfort ed offrono il massimo sia a quanti si spostano per motivi legati al business che a coloro i quali sono in vacanza e desiderano un relax profondo ed intenso. È possibile scegliere quella che si preferisce tra la tipologia di camera Classic e quella Executive: entrambe offrono veramente ogni tipo di comodità agli ospiti con la differenza che la seconda tipologia prevede appartamenti un pò più grandi ed in grado di ospitare fino a quattro persone, sebbene il livello di comfort e di dispositivi da sfruttare sia lo stesso.

Ad arricchire ancora di più questo hotel a Monza vi è il bellissimo parco da oltre 10 mila metri quadrati che la circonda e che consente agli ospiti di poter passeggiare liberamente, immersi nel verde, ed approfittarne per trascorrere del tempo a contatto con la natura. Quale migliore occasione, se non questa, di concedersi una pausa distensiva e rilassante dal lavoro o un momento di benessere tra un tour della zona e l’altro? La struttura inoltre, offre anche un servizio di transfer da e per gli aeroporti limitrofi, così da rendere più semplice anche questo tipo di spostamento, nonché un comodo servizio di lavanderia e stireria per quanti hanno necessità di mettere in ordine i propri capi. La pratica scrivania ed il Wi-Fi gratuito in camera consentono di potersi dedicare liberamente al proprio lavoro durante la propria permanenza in struttura, mentre l’angolo cottura e gli utensili permettono di poter cucinare liberamente, il che è un’ottima opportunità soprattutto per famiglie e tutti quegli ospiti che desiderano provvedere autonomamente ai pasti.

IWM Purificatori d’Acqua

Quotidianamente la nostra salute, ed il nostro corpo in generale, sono aggrediti da milioni di fattori esterni che incidono sul nostro benessere. Lo smog, i campi elettromagnetici, l’assunzione di farmaci ma anche ciò che mangiamo e beviamo, può incidere negativamente sull’organismo. Un modo utile a contrastare l’accumulo di sostanze nocive a cui siamo esposti è costituito dall’assunzione giornaliera di acqua sufficiente a depurarci dalle tossine.Al giorno d’oggi, sul mercato, esistono tantissimi tipi di acqua imbottigliata, ciascuna con caratteristiche tali da contrastare anche i classici problemi ai quali si può andare incontro sia con l’età, sia con il tipo di alimentazione che seguiamo. Ci sono acque che vantano un bassissimo contenuto di sodio, altre che garantiscono una maggiore presenza di calcio o magnesio, acque che stimolano la diuresi, che aiutano la digestione e così via.Ogni etichetta garantisce la purezza biologicamente controllata ed un basso residuo fisso, con costi a loro volta differenti. La possibilità di scelta è tanta, altrettanta è la confusione che spesso si innesca nella mente di chi deve scegliere l’acqua più adatta alle proprie esigenze. Esiste dunque una soluzione che eviti di doversi trovare a scegliere l’acqua migliore? Si esiste ed resa concreta dall’IWM, International Water Machines.Grazie ai depuratori prodotti da questa azienda leader nel trattamento delle acque potabili, si può avere a casa propria, direttamente dal proprio rubinetto, un’acqua purissima, con pH elevato e contenente i sali minerali necessari alla corretta idratazione del nostro organismo, con la certezza che in ciò che beviamo non siano presenti i sali inorganici inutili al nutrimento cellulare, che normalmente si depositerebbero nei reni. Ma non sono solo questi i vantaggi: un vantaggio da non trascurare sta anche nel risparmio a lungo termine che ne deriverebbe, se si pensa che per l’acqua in bottiglia la spesa è di circa 400 € al metro cubo mentre installando un purificatore acqua la spesa si riduce a 0,4 € al metro cubo!Sul sito dell’IWM è possibile visionare i diversi prodotti di depurazione dell’acqua, oppure è possibile chiamare il numero verde: 800 800 813 per avere a propria disposizione gentilezza, efficienza e celerità, nonché competenza.

Anche un sito web … deve rispettare l’ambiente !

Che follia è questa ? Direte voi … beh, tanto follia non è. Pensateci bene: un sito lento, difficile da navigare, che si vede male su smartphone o tablet, cosa vi costringe a fare ? A guardarne un altro, direte voi. Vero ! Oppure ? Se avete bisogno di visionare proprio QUELLO ? A perdere tempo sul pc di casa, acceso, che consuma corrente. Facciamo un brevissimo calcolo: ipotizziamo che ci siano 1.000.000 di siti web visualizzati ogni giorno, e che mediamente ognuno di essi impiega 5 secondi per essere visualizzato … E’ ben diverso, secondo voi, rispetto ad una situazione dove magari il tempo medio di apertura è del doppio, ovvero 10 secondi ? Il consumo di elettricità è la metà !!! I siti oggi devono essere veloci, intuitivi, rapidi, smart … Poco tempo per navigare, ottenere l’informazione e chiudere il pc. Personalmente, i miei clienti li metto spesso in contatto con una web agency Monza, WebSenior. Sono molto bravi, affidabili, e davvero … ecologici ! Sviluppano siti web ma soprattutto li posizionano in modo adeguato sui motori di ricerca, perchè un sito web non visibile nelle prime due pagine di Google … è un sito web che non esiste ! Google o non Google, comunque, a noi interessa che il web scorra fluido, senza rallentamenti, che portano ad ore di accensione maggiore, consumi maggiori, guasti maggiori, rottami maggiori. Non sembra, ma tutto è collegato perfettamente.

Utilizzare l’auto a Milano: a noleggio o di proprietà?

Da una ricerca BVA Doxa sulla propensione all’utilizzo dell’auto per conto di Virtuo, realizzata a Milano su un campione di età compresa tra i 25 e i 74 anni, emerge un forte desiderio di tornare a viaggiare fuori città, complici probabilmente le festività natalizie. Che sia per spostarsi in città o viaggiare, utilizzare i servizi di sharing e i mezzi alternativi all’auto è un’abitudine entrata nel dna dei milanesi. Il 69% di chi vive a Milano si dichiara infatti disposto a rinunciare all’auto di proprietà a fronte di un servizio di noleggio auto a domicilio. In generale, però, la mobilità a impatto ridotto per ora sembra non avere incrinato profondamente il legame con l’automobile di proprietà. Tanto che secondo la ricerca il possesso dell’auto è ancora elevato: il 94% degli intervistati dichiara di averne una.

Uno su tre vorrebbe passare i week end fuori città

Compatibilmente con il ritorno alla normalità negli spostamenti, un milanese su 3 (33%) è pronto a rimettersi in auto anche più di prima per andare a passare i week end fuori città. Le destinazioni preferite? Le città d’arte (50%), ma anche gironzolare senza una meta fissa alla scoperta del Bel Paese (31%), soprattutto i più giovani (37%). Seguono la montagna (29%) e la scoperta della propria regione (22%). Il compagno di viaggio preferito? Il proprio partner (44%), seguito dalla famiglia (30%) e dai migliori amici (15%).

I milanesi utilizzano l’auto in media 4 giorni a settimana

Dalla ricerca emerge poi che i milanesi utilizzano l’auto in media 4 giorni a settimana, con circa la metà di loro (49%) che dichiara di utilizzarla al massimo 2 o 3 giorni alla settimana. L’utilizzo dell’auto, oltre che per commissioni varie (65%), è legato in particolar modo al tempo libero (61%) e per recarsi fuori città (59%), mentre l’uso prioritario per recarsi al lavoro raccoglie il 36% delle risposte, a cui si aggiunge il 20% di coloro che la usano per svolgere il proprio lavoro.

Mobilità: cresce l’interesse per le innovazioni

Dalla ricerca emerge che il rapporto con l’auto cambia anche perché in città per quasi 7 milanesi su 10 (67%) viene affiancata da un altro mezzo, che nel 55% dei casi è la bicicletta, tradizionale o elettrica.L’utilizzo dei mezzi di mobilità sharing coinvolge invece il 42% dei milanesi, che diventa il 64% nella fascia d’età 25-44 anni. Inoltre, i milanesi si dimostrano sempre più interessati alle innovazioni anche per quanto riguarda l’utilizzo dell’auto fuori città. Infatti, quasi 7 su 10 (69%) valutano in maniera positiva l’idea di rinunciare all’auto di proprietà se potessero noleggiarne una dal proprio smartphone, ritirandola nelle stazioni di ritiro in città, o facendosela consegnare sotto casa.

2022, i cybercriminali preparano minacce sempre più avanzate

Il 2022 vedrà un intensificarsi delle minacce persistenti avanzate (Apt), che diventeranno sempre più sofisticate e pericolose. A lanciare l’allarme sono gli esperti di Kaspersky, che segnalano che il prossimo anno ci saranno delle vere e proprie tendenze anche da parte dei cyber criminali: nelle previsioni tracciate dai ricercatori gioca un ruolo importante il crescente ruolo della politicizzazione nel cyberspazio, il ritorno degli attacchi di basso livello, la presenza di nuovi attori APT e la crescita degli attacchi alla supply chain. I cambiamenti avvenuti in tutto il mondo nel 2021 avranno un effetto diretto sullo sviluppo di attacchi sofisticati nel prossimo anno.

Nuovi attori Apt

Tra i pericoli segnalati dai ricercatori, c’è una maggiore vulnerabilità del settore privato. Come avverte la ricerca, “Il potenziale dei software di sorveglianza commerciale come l’accesso a grandi quantità di dati personali e obiettivi più ampi, lo rende un business redditizio per coloro che lo forniscono e uno strumento efficace nelle mani dei threat actor. Pertanto, gli esperti di Kaspersky ritengono che i fornitori di questi software si espanderanno nel cyberspazio e forniranno i loro servizi a nuovi threat actor di minacce avanzate, fino a quando i governi non inizieranno a regolamentarne l’uso”.

I dispositivi mobili più vulnerabili

Sui nostri smartphone abbiamo tutta la nostra vita: questi device contengono moltissimi dati sensibili e per questo  sono sempre stati un obiettivo interessante per gli attaccanti. Nel 2021 sono stati osservati più attacchi zero-day in-the-wild su iOS rispetto al passato. A differenza di un PC o Mac, dove l’utente ha la possibilità di installare un pacchetto di sicurezza, su iOS questi prodotti sono limitati o non esistono. Questo crea delle enormi opportunità per le Apt.

Lo smart working stimola gli attacchi

Mai come in questi ultimi mesi si è sviluppato lo smart working che, oltre a essere una nuova modalità di lavoro per le imprese, è anche un nuovo terreno di “caccia” per i cybercriminali. Questo perchè gli hacker hanno la possibilità di utilizzare i computer di casa, non protetti o senza patch, dei dipendenti che lavorano da remoto per penetrare nelle reti aziendali. Insieme a questi, continueranno a essere impiegate anche le tecniche di ingegneria sociale per il furto delle credenziali. Allo stesso modo, si intensificheranno gli attacchi contro la sicurezza del cloud e dei servizi in outsourcing. Numerose aziende stanno incorporando architetture di cloud computing e software basati su microservizi e in esecuzione su infrastrutture di terze parti, che sono più inclini agli attacchi. Di conseguenza, nel prossimo anno le aziende diventeranno obiettivi primari per attacchi sofisticati.

Cala il credito alle imprese: -9 miliardi di prestiti nell’ultimo anno

Nel periodo più ‘nero’ della pandemia gli impieghi bancari lordi erogati alle imprese sono aumentati di oltre 40 miliardi. Grazie al ‘Cura Italia’, al ‘Decreto Liquidità’ e al ‘Garanzia Italia’, tra la fine di febbraio e novembre 2020, mese in cui si tocca il picco, ovvero 741 miliardi, gli impieghi bancari al lordo delle insolvenze avevano subito un’impennata che ha permesso di invertire una tendenza negativa che durava ininterrottamente dall’agosto del 2011. Successivamente, il flusso dei prestiti alle imprese è tornato a scendere, e tra il mese di novembre dell’anno scorso e il mese di agosto 2021 il flusso si è contratto di 22 miliardi, portando lo stock complessivo dei prestiti a quota 732,2 miliardi. In pratica, a partire da novembre 2020 i prestiti bancari alle imprese sono tornati a scendere.

Negli ultimi 10 anni il crollo è stato di -267,6 miliardi di euro

Solo nell’ultimo anno, da agosto 2020 e agosto 2021, la riduzione è stata di quasi 9 miliardi di euro, precisamente, 8,9 miliardi di euro. Questo, nonostante durante l’anno in corso i principali istituti di credito italiani abbiano registrato utili importanti, e in alcuni casi anche miliardari. Da quanto emerge dai dati indicati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, se poi si allarga l’arco temporale di osservazione di questo fenomeno agli ultimi 10 anni, il crollo è stato pesantissimo: pari a -267,6 miliardi di euro. Almeno in quest’ultimo anno, sottolinea la Cgia, è però difficile comprendere le ragioni di questa tendenza.

Erogare liquidità alle imprese non è più un grande ‘affare’ per le banche

Nonostante le garanzie pubbliche messe in campo e rifinanziate anche per il 2022, pare che a seguito delle misure restrittive in materia di valutazione del credito introdotte a livello europeo dopo le crisi 2008-2009 e 2012-2013, per gli istituti di credito erogare liquidità alle imprese non costituisce più un grande ‘affare’. Nel mercato creditizio del nostro Paese, riporta Ansa, il ruolo delle grandi banche secondo l’Ufficio studi della Cgia è determinante. Secondo la Banca d’Italia, nel 2020 erano 11 gli istituti di credito classificati come significativi, e a questi era riconducibile l’80%o circa delle attività complessive del sistema.

Il Lazio registra la contrazione più significativa in termini percentuali

Sebbene il fenomeno riguardi un po’ tutte le regioni italiane, tra le regioni più importanti del Paese è il Lazio la realtà che ha registrato la contrazione in termini percentuali più significativa sia nell’ultimo anno, ovvero da agosto 2020 ad agosto 2021, sia nell’ultimo decennio (agosto 2011 su agosto 2021). Nel primo caso la riduzione degli impieghi bancari lordi alle imprese è scesa di 6,2 miliardi (-7,8%), nel secondo caso, di 42,2 miliardi (-36,5%).

Gli italiani amano l’auto: è il mezzo preferito

Gli italiani amano le loro automobili, e non solo per lo spirito da collezionisti. La macchina è infatti il mezzo di trasporto preferito per i normali spostamenti, anche se c’è qualche compromesso da fare in termini di sostenibilità. A dirlo è una recente ricerca realizzata da Arval Mobility Observatory, la piattaforma di ricerca e di scambio di informazioni nell’ambito della mobilità, in collaborazione con Doxa. 

Quattro ruote in pole position, sognando la mobilità green

Ma qual è il reale utilizzo dell’auto da parte degli italiani? Risponde il report, che evidenzia che  l’87% la usa almeno una volta a settimana, il 63% tutti i giorni o quasi. E se oggi il 77% dichiara di avere un veicolo diesel o benzina, per il futuro si prospetta una vera svolta green. E’ pari infatti al 64% la quota di coloro che sceglierà come prossima auto un veicolo ibrido (45%) o elettrico (19%).

Il futuro è sicuramente ecologico

Non ci sono dubbi sul futuro della mobilità, che dovrà essere necessariamente green. I nostri connazionali sono ferrati in materia di sostenibilità, tanto che il 66% è a conoscenza della proposta contenuta nel “Fit for 55”, il pacchetto di riforme dell’Unione Europea per ridurre le emissioni di gas serra presentato nel mese di luglio, che prevede, dal 2035, l’obbligo per le case costruttrici di produrre solo auto a zero emissioni. Non solo: perché addirittura l’82% dei rispondenti si dichiara favorevole. Il 66% degli intervistati ritiene che la maggior diffusione delle auto elettriche avrà un impatto positivo sull’ambiente. Alcune preoccupazioni sono tuttavia ancora presenti, come l’accessibilità economica (per il 78% degli intervistati) e la gestione del fine vita delle batterie (per l’87% del campione).
Una mobilità sostenibile, però, non passa solamente per le auto elettrificate. 8 intervistati su 10 ritengono che l’offerta combinata di differenti opzioni contribuisca a una mobilità più ecologica e l’82% auspica la diffusione di soluzioni che permettano la gestione integrata delle diverse possibilità di mobilità secondo un approccio MaaS (Mobility as a Service).

Auto di proprietà? Per un quinto anche no

Anche il tema della mobilità dolce è apprezzato dagli italiani, tanto che l’84% si dichiara a favore con la linea delle amministrazioni delle grandi città che incentiva le forme di mobilità alternative all’automobile, come ad esempio la creazione di piste ciclabili. Alla luce di ciò, superano la quota del 20% i rispondenti che pensano che in un prossimo futuro non avranno bisogno dell’auto di proprietà, ma che sceglieranno  formule di noleggio, mezzi alternativi come la bici o il car sharing.

Italiani collezionisti di libri, computer, fotografia e moda

Che la passione sia un tratto distintivo del carattere degli italiani è cosa nota. Quando poi si parla di passioni che durano nel tempo non siamo secondi a nessuno. Oltre il 94%, la percentuale più alta in Europa, ammette di coltivare almeno una passione nella propria vita, e allo stesso tempo, guidiamo la classifica tra gli europei, con una media di 4,7 passioni a testa. Gli italiani, inoltre, sono i più inclini a collezionare, soprattutto libri, computer, fotografia e moda. Il 42% dichiara infatti di avere almeno una collezione, e il 16% sta pensando di iniziarne una nuova. Sono alcuni risultati emersi dalla ricerca sulle passioni realizzata da Catawiki, la piattaforma di aste online per oggetti speciali, e condotta da YouGov in cinque paesi europei su più di 6.000 partecipanti. 

La top 5 italiana delle “passioni”

Sul podio delle passioni degli italiani spiccano i libri (44%) seguiti dal computer (32%) e la fotografia (26%). A conferma che l’Italia è anche un paese di ‘fashion victim’, seguono moda (23%), e borse e accessori (21%). Ma come nasce una passione e quando viene coltivata? Quasi la metà degli intervistati (49%) dichiara di “aver sempre avuto questa passione”, mentre il 21% “cercava un modo per occupare il tempo libero”. Coltivare una passione richiede impegno, dedizione e tempo: il 67% degli italiani lo fa almeno una volta alla settimana. E se cercare informazioni sul web o sui social è fondamentale per il 57% degli intervistati, il 30% guarda contenuti legati alla propria passione, oppure compra qualcosa in più (35%) e partecipa a eventi o esperienze live (20%)

Il vincolo del tempo

La passione significa felicità per il 70% degli intervistati, ma il tempo è uno dei maggiori vincoli per poterla vivere a pieno. Quasi il 60% afferma di perdere la cognizione del tempo quando è impegnato con la propria passione, e il 56% ha dichiarato che ne coltiverebbe di nuove se avesse più tempo. Più della metà vorrebbe trasformare la propria passione in un lavoro, e meno di 1 su 5, il 19%, ha la fortuna di farlo già. Ma per gli italiani passione significa anche condivisione. Nonostante la sfera personale rimanga preminente, la condivisione è importante per il 37% degli italiani, e il 57% dichiara che “tutti sono a conoscenza” della loro passione.

Quanto costa avere una passione?

Il 35% spende in media 117 euro al mese per acquistare oggetti legati alla propria passione, riporta Ansa. E l’indagine mostra che gli italiani sono i più inclini a risparmiare per la loro passione (37%). La pandemia ha cambiato il tempo che gli italiani dedicano alle passioni, ma non le abitudini di spesa, consentendo di “rinnovare le nostre passioni” (45%) o di “iniziarne di nuove” (28%), come la lettura.
Una grande percentuale di connazionali, quasi uno su cinque, (19%), dall’inizio della pandemia considera anche la possibilità di vivere della propria passione.

Generazione Z: monogamia sì, ma senza matrimonio

La Generazione Z, ovvero gli under 24, sono determinati a trovare ‘la persona giusta’ e credono nella monogamia, u po’ meno nel matrimonio. Spesso, prima di creare una famiglia, ai giovani viene detto di dimenticarsi delle relazioni affettive libere, contribuendo a dipingere il matrimonio come quel periodo della vita in cui ‘finisce il divertimento’ e si impone la realtà della vita. Nonostante questo, secondo un’indagine condotta da Ashley Madison, la piattaforma online di love affaire extraconiugali, emerge che gli iscritti sotto i 24 anni sono alla ricerca della loro metà, ma in modo diverso da come ci si potrebbe aspettare.

Il 59% degli under 24 si aspetta un rapporto di totale esclusività

La maggior parte degli iscritti alla piattaforma appartenenti alla Gen Z è single e il 55% dichiara di non volersi sposare. Questo però non significa che non aspirino a un partner con cui impegnarsi per tutta la vita: infatti, il 41% degli utenti under 24 cerca una relazione monogama, e il 59% si aspetta di avere un rapporto di totale esclusività. Al contrario, gli iscritti di età più matura si sono rivolti alla piattaforma per trovare un love affaire extraconiugale, dimostrando che ne hanno abbastanza della monogamia. Tanto che il 49% di loro preferirebbe avere una relazione aperta, contro solo il 32% degli iscritti della Gen Z.

Sposarsi: una formalità burocratica che toglie poesia

“I ragazzi che appartengono alla Generazione Z sono molto più pratici e concreti di quanto possiamo immaginare – commenta la psicologa Marinella Cozzolino, Presidente dell’Associazione Italiana di sessuologia -. Non sono poco romantici, ma semplicemente, non vedono nel matrimonio il coronamento di un sogno d’amore. È più probabile che per loro il matrimonio sia una formalità burocratica che toglie poesia invece di aggiungerla. Di contro – aggiunge Cozzolino – le persone più mature ritengono difficile separarsi, spesso per questioni economiche o sociali. Inoltre in alcuni contesti separarsi è ancora considerato una vergogna”.

Nella non-monogamia consensuale i rischi superano i benefici

Il 45% degli iscritti appartenenti alla Gen Z afferma che la monogamia è la tipologia di relazione ideale, mentre solo il 33% degli iscritti più maturi è dello stesso parere. Mentre gli under 24 pensano all’esclusività romantica, le generazioni più mature sono infatti amareggiate per aver scoperto che il matrimonio non è la favola perfetta per cui si sono impegnati a vita, e gli iscritti più maturi hanno cominciato ad apprezzare l’idea di relazioni aperte o poliamorose. Il 71% preferirebbe, infatti, una relazione più fluida rispetto a quella monogama, facendo leva su tre principali benefici: nuove esperienze eccitanti, meno pressione sul coniuge, più libertà di esprimersi. Secondo la Gen Z, riporta Italpress, quando si tratta di non-monogamia consensuale, i rischi superano i benefici, e sono preoccupati della gelosia (77%), del dolore emotivo (50%) e dei problemi di autostima (41%) che potrebbero derivare dall’avere più partner.

Estate 2021, così gli italiani hanno riscoperto la campagna

L’agriturismo è senza dubbio il protagonista delle vacanze italiane datate 2021. La stagione estiva, infatti, è stata significativamente migliore rispetto all’anno scorso, e addirittura più positiva di quella del 2019 (in epoca ancora pre Covid). Senza dimenticare che, sempre nel 2021, le prenotazioni sono continuate per tutto il mese di settembre, con un deciso allungamento della stagionalità. “Certo parlare dell’altra faccia del Covid è esagerato, ma registriamo una vera e propria riscoperta delle vacanze in campagna, con gli ampi spazi, i ritmi, il contatto con la natura, le atmosfere familiari ed il buon cibo. Tocca ora riuscire a cogliere questa opportunità contribuendo, con le nostre offerte uniche, alla promozione dei territori rurali, una ricchezza nazionale da valorizzare di più” ha detto Augusto Congionti, presidente di Agriturist, facendo un bilancio dell’estate e delineando le prospettive per il settore.

Nuovi modi di viaggiare

La pandemia ha inevitabilmente cambiato la modalità di fare vacanza degli italiani, che hanno preferito seguire le regole di distanziamento, evitando le mete considerate troppo affollate. Di conseguenza, sono cambiati anche i comportamenti relativi alle prenotazioni: meno booking last minute, soggiorni più lunghi e maggiore attenzione alla sicurezza. A riscoprire le vacanze rurali, oltre alle famiglie con bambini, sono stati i giovani, tantissimi, che hanno optato per strutture vicine al mare o per location in grado di offrire percorsi esperienziali per vivere appieno e in modo inedito la loro vacanza. Secondo i dati Agriturist, le presenze italiane nelle 24.000 strutture hanno raggiunto circa il 70%, con un picco del 90% ad agosto, mentre il restante 30% di presenze è rappresentato dalla clientela straniera. 

Le mete preferite da italiani e stranieri

A seconda delle mete, si registrano tendenze opposte. Ad esempio città d’arte come Venezia, Verona, Vicenza e Padova hanno richiamato molti stranieri, mentre Belluno è stata affollata di italiani. Buono il bilancio estivo della Toscana, e ottimi risultati si sono registrati in Piemonte, con la presenza di un gran numero di turisti stranieri “di prossimità”, mentre gli italiani hanno prolungato la permanenza di qualche giorno. Stagione più che soddisfacente anche in Liguria, con una quota maggiore di turisti in arrivo dall’Est Europa, e anche il Lazio ha registrato un trend positivo, soprattutto vicino ai laghi dove prevalgono le presenze straniere e nella Maremma laziale, e bene anche per le strutture che offrono attività di ristorazione nelle vicinanze di Roma. Non si arresta l’appeal della Puglia, che si conferma regina dell’estate: già a metà maggio il 70% dei turisti italiani aveva scelto questa destinazione, che ha registrato il tutto esaurito anche per il mese di settembre. Ottimi i risultati dell’Alto Adige, che continua a registrare “full booked”. Superiore alle aspettative l’andamento della stagione in Umbria e nelle Marche. Bene la Calabria, così come l’Emilia Romagna, l’Abruzzo e il Friuli.

Ritorno a scuola, quest’anno gli zaini si acquistano online

Il nuovo anno scolastico è iniziato, e le famiglie hanno attrezzato i propri figli per l’inizio delle lezioni. Se la tipologia di ricerche online per gli acquisti scolastici sembra voler mettere la pandemia alle spalle, un dato conferma un trend in forte ascesa: quello di utilizzare l’e-commerce come canale privilegiato da parte dei genitori italiani per dotare i figli di tutto il necessario per la scuola. 
Gli acquisti in rete ormai sono infatti considerati affidabili, economici e comodi: si sceglie seduti sul divano di casa per farsi recapitare il pacco in tempi brevi. E tra acquisti online di zaini, diari, astucci emerge una grande voglia di normalità e di ritorno a scuola in presenza.

Diari, zaini e astucci conquistano la classifica delle ricerche online

Sono seicentomila gli zaini acquistati su Amazon per questo ritorno a scuola ancora segnato dagli strascichi della pandemia. Un dato, questo, che rende al meglio l’idea di un ritorno a scuola in presenza. Nella classifica delle ricerche per gli acquisti online più in voga fra il mese di agosto e l’inizio di settembre i diari per la scuola si piazzano all’11° posto della classifica generale dei prodotti più venduti online, seguiti dagli zaini, al 14° posto, e dagli astucci, al 31° posto. Si tratta di prodotti che nel 2020 erano in fondo alla classifica, o nel caso degli zaini, neanche comparivano. A calare è invece l’acquisto di mascherine. Un anno fa erano al terzo posto oggi scendono al 24°.

Non solo prodotti per la scuola

Ma oltre ai prodotti per la scuola, cosa si vende online? Grazie all’analisi compiuta su Amazon è possibile analizzare la top ten delle ricerche più frequenti sulla piattaforma, ovvero i prodotti che precedono proprio i diari, saliti fino all’undicesima posizione.
E al primo posto si piazza una nuova moda, quella dei “pop it”, il gioco antistress del momento. A seguire, nell’ordine, smartwatch, cuffie bluetooth, calzature Birkenstock da donna, e monopattini elettrici, in forte crescita. Al sesto posto si posiziona Xiaomi, il produttore di smartphone, seguito dalla playstation Sony, e dalle ricerche generali con parola chiave “smartphone”. Gli ultimi due posti della top ten sono occupati dalla ricerca di iPhone 12 e quella di friggitrici ad aria.

Cinque consigli per i venditori per sfruttare il periodo del back to school

Come sfruttare al meglio il periodo del back to school? Il blog di Marketplace Mentor offre cinque consigli proprio per i venditori. Il primo è quello di compiere l’analisi del settore alla ricerca dei prodotti top seller. Nella propria vetrina virtuale, infatti, conviene avere gli oggetti più di moda nel periodo scolastico. Essenziale poi è ottimizzare keyword e catalogo prodotti, oltre a incrementare e personalizzare l’advertising: dal Pay per Click alle campagne più specifiche, tutto deve catturare l’attenzione di studenti e genitori.La gestione delle spedizioni e dei resi gioca poi un ruolo molto importante, così come la costruzione di una strategia multi-goal, creando campagne pubblicitarie con finalità diverse a seconda del periodo promozionale. Questo, per intercettare gli utenti nel momento giusto.

Bonus Rottamazione TV, nella prima settimana è boom di vendite

Lo scorso 23 agosto è entrato in vigore il decreto interministeriale sul Bonus Rottamazione TV, che ha come obiettivo quello di incentivare l’acquisto di nuovi TV e decoder in vista dell’annunciato switch-off, ovvero il passaggio ai nuovi standard di trasmissione (MPEG4, DVBT-2/HEVC). Il Bonus consente di ottenere uno sconto direttamente in cassa, in negozio e online, pari al 20% del prezzo d’acquisto, e fino a un massimo di 100 euro, purché l’acquirente sia in regola con il canone RAI e conferisca un vecchio televisore da rottamare. E nella prima settimana di validità dell’incentivo statale per l’acquisto di apparecchi compatibili con il nuovo digitale terrestre, si è registrato un vero boom di vendite di televisori, con oltre 164.000 unità vendute.

Una crescita del +122% per i televisori

Secondo le rilevazioni GfK Market Intelligence questo incentivo ha infatti avuto un effetto immediato sulle vendite: nella prima settimana di validità del Bonus TV, quella compresa tra il 23 e il 29 agosto 2021, sono stati venduti più di 164.000 televisori, con una crescita pari al +122% a unità rispetto alla stessa settimana del 2020. Il trend è decisamente positivo anche se si confronta il dato della settimana analizzata (la settimana 34) con la media delle settimane da inizio 2021. In questo caso la crescita è stata pari al +120%.

Il Campionato italiano di calcio spinge l’acquisto di nuovi dispositivi

Nonostante il mese di agosto non sia tradizionalmente un momento di picco per le vendite di tv un numero consistente di italiani ha deciso quindi di approfittare subito delle agevolazioni statali. Da un lato, potrebbe essere una scelta legata al timore di perdere il Bonus, che pure sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022, salvo esaurimento fondi. Un altro elemento che potrebbe aver convinto molti italiani ad acquistare subito un nuovo dispositivo è il Campionato italiano di calcio, iniziato ufficialmente il 21 agosto. Con l’acquisizione da parte di DAZN dei diritti per la trasmissione delle partite di Serie A, in molti hanno deciso di sostituire il proprio televisore tradizionale con una Smart TV, in grado di trasmettere contenuti in streaming.

In una settimana +114% di unità vendute

Infatti, i dati GfK indicano che già la settimana precedente l’entrata in vigore bel Bonus TV, ovvero quella compresa tra il 16 e il 22 agosto 2021, aveva registrato un trend positivo, con una crescita delle vendite a unità pari al +17,3% rispetto allo stesso periodo del 2020. La crescita si è poi ulteriormente rafforzata la settimana successiva. Confrontando il numero di unità vendute nella settimana 34 (quella dell’entrata in vigore del Bonus) con la settimana 33 si rileva infatti un incremento pari al +114%.

Covid, gli effetti sull’economia: per 8 manager su 10 si ritornerà ai valori precisi dal 2023

Il nuovo Osservatorio Federdistribuzione-Pwc scatta una fotografia pessimista in merito al sentiment dei manager italiani, almeno per quelli della Distribuzione moderna. Otto su dieci, infatti, ritengono che gli effetti della pandemia sull’economia italiana si faranno sentire ancora per un bel posò, tanto che i valori a livelli precisi non si paleseranno prima del 2023. La stragrande maggioranza di loro, infatti, l’84%, stima un possibile ritorno in quell’anno mentre appena l’1% nel 2021 e solo il 15% nel 2022. Il dato emerge dall’Osservatorio Federdistribuzione ‘Consumi, Nuove Abitudini d’Acquisto e Stili di Vita’, in collaborazione con PwC, pubblicato di recente, che ha monitorato il sentiment di 280 soggetti con profilo manageriale-executive. Si tratta di una previsione comunque che getta lo sguardo oltre perché il 30% dei manager ritiene che questo avvenga nell’orizzonte temporale del 2023, il 21% nel 2024 e ben il 33% a partire dal 2025.

Per il 57% degli italiani si contrae reddito familiare

Lo studio allarga il proprio sguardo alla situazione delle famiglie del nostro Paese, e il quadro che ne esce non è propriamente confortante anche in un’ottica della ripresa dei consumi. Per il 57% delle famiglie italiane, infatti, la pandemia ha portato con sé come effetto diretto anche una contrazione del reddito familiare. A questo proposito, Federdistribuzione suggerisce la necessità di sostegno ai consumi delle famiglie, quota rilevante del Pil italiano (21,7% nel 2019), per garantire occupazione e ristabilire l’incontro tra domanda e offerta, attraverso specifiche misure quali la revisione delle aliquote Iva e la riduzione della pressione fiscale sui ceti medi e famiglie con figli. Del resto la riduzione del reddito familiare, come causa diretta generata dalla pandemia covid-19, è stata registrata dal 57% degli italiani e ha determinato un impatto negativo sul commercio al dettaglio che colpisce maggiormente le categorie non alimentari, conseguentemente generando, in assenza di una significativa ripresa, un potenziale rischio per la tenuta delle imprese.

Le altre misure per la ripresa dei consumi

Federdistribuzione, però, ha già previsto tutta una serie di misure che potrebbero dare nuova vitalità a un’economia sofferente. Propone infatti di incentivare gli investimenti nel settore della Distribuzione Moderna, capace di generare e sostenere un elevato livello occupazionale e un indotto rilevante sul territori e non ultimo, di incentivare gli investimenti in ampliamento e ammodernamento della rete commerciale tramite agevolazioni per la ristrutturazione delle strutture commerciali e riqualificazione energetica, come ad esempio l’estensione dell’ecobonus 110% per gli interventi sugli immobili commerciali, con un impulso diretto e concreto sul territorio, dal punto di vista dell’indotto generato, innovazione e sostenibilità.